Da Cesena a Roma: insegnanti di religione in udienza da papa Leone. Il pontefice: “Siate coreografi di speranza”

Questa mattina, in aula Paolo VI, hanno partecipato all'incontro con il pontefice nell'ambito del terzo Meeting nazionale Cei. Con loro il nuovo incaricato diocesano, don Stefano Pasolini e il predecessore, don Giordano Amati

Il gruppo dei cesenati in piazza San Pietro, dopo l'udienza
Il gruppo dei cesenati in piazza San Pietro, dopo l'udienza

Insegnanti di religione in udienza da Papa Leone XIV. Una ventina di docenti di Cesena-Sarsina hanno partecipato, questa mattina in aula Paolo VI, all’incontro con il pontefice nell’ambito del terzo Meeting nazionale Cei. Con loro il nuovo incaricato diocesano, don Stefano Pasolini, e il predecessore don Giordano Amati.

Il gruppo dei cesenati guidato dal nuovo incaricato, don Stefano

Vi invito ad essere ‘coreografi di speranza’”: lo ha detto questa mattina in Aula Paolo VI Papa Leone XIV agli insegnanti di religione che hanno partecipato all’udienza nell’ambito del terzo Meeting nazionale Cei. Tra loro anche una ventina di docenti partiti dalla Diocesi di Cesena-Sarsina, in pullman con altri di Forlì, guidati dal nuovo incaricato diocesano, don Stefano Paolini e dal suo predecessore, don Giordano Amati.

“Il cuore parla al cuore”

“I vostri alunni non hanno bisogno di risposte preconfezionate, ma di vicinanza e onestà da parte di adulti che li affianchino con autorevolezza e responsabilità, mentre affrontano le grandi domande della vita”. Così Papa Leone XIV ha parlato agli insegnanti di religione cattolica. Il Papa ha riflettuto sul motto dell’incontro, “Il cuore parla al cuore” di san John Henry Newman, osservando che queste parole “vi impegnano ad aiutare i ragazzi a riconoscere una voce che in realtà già risuona in loro, a non seppellirla, né a confonderla con i rumori che li circondano”. 

“Coreografi della speranza, artefici di espressioni si bellezza”

Per il Pontefice, “i giovani, anche se a volte sembrano apatici, dietro una facciata di apparente indifferenza, in realtà spesso nascondono l’inquietudine e la sofferenza di chi sente troppo e in modo troppo intenso, senza riuscire a dare un nome a ciò che sperimenta”. Leone XIV ha esortato a “formare le persone all’ascolto del cuore, e con ciò alla libertà interiore e alla capacità di pensiero critico”, ricordando che “educare richiede la pazienza di seminare senza pretendere risultati immediati”. Il Papa ha inviato gli insegnanti nella scuola come “servitori del mondo educativo, coreografi della speranza, ricercatori infaticabili della sapienza, artefici credibili di espressioni di bellezza” (Agensir).