Da Cesena pellegrini sul Cammino di San Vicinio. “Nell’essenziale, si vede l’importante”

Sandro Guiducci, Paolo Borghesi e Giovanni (Vanni) Milandri sono partiti questa mattina e raggiungeranno Linaro nel pomeriggio. La prima di tre tappe sul percorso dedicato al santo vescovo di Sarsina

Da sinistra, Sandro Guiducci, Giovanni Vanni Milandri e Paolo Borghesi. Sono partiti questa mattina da Cesena (nella foto, il Ponte Vecchio), prima tappa del Cammino di San Vicinio

Tre pellegrini sul Cammino di San Vicinio. Chi per la prima volta, e chi è veterano e lo conosce così bene da esserne stato tra i tracciatori, in occasione del Millenario di Sarsina, nel 2010.

Partiti questa mattina dalla Cattedrale di Cesena

Zaino in spalla e credenziale timbrata in Cattedrale a Cesena, con uno sguardo al cielo grigio e una preghiera ancora più su, sono partiti questa mattina alle 8 i cesenati Paolo Borghesi e Sandro Guiducci. Al Ponte Vecchio il trio dei pellegrini si è completato con Giovanni Milandri. Insieme, percorreranno oggi la prima tappa del Cammino di San Vicinio, da Cesena a Linaro, che con i suoi 27 chilometri è la più lunga del percorso di 16 tappe per un totale di 300 chilometri di un cammino ad anello che richiama il ‘collare’ di San Vicinio. Accolti da Massimo Gentili e Massimo Maffi della Pro Loco di Linaro, questa notte alloggeranno all’ostello di Linaro, punto di accoglienza dei pellegrini realizzato nell’ex scuola del borgo nel territorio Mercatese.

Sandro Guiducci: “Un desiderio che coltivavo da tempo”

Soci della Sezione Cai di Cesena e dell’associazione “Cammino di San Vicinio”, i tre pellegrini vivranno le prime tre tappe del Cammino. E lo proseguiranno, un pezzo alla volta, nei prossimi mesi. “Era un desiderio coltivato da tempo – le parole di Sandro Guiducci, 64 anni, sulle gambe cammini come la Via degli Dei che collega l’Emilia alla Toscana, e sulle braccia tanta manutenzione sui sentieri del territorio -. Ho conosciuto Giovanni e Paolo in attività Cai, e si è così presentata l’occasione giusta per percorrere il Cammino di casa nostra, da conoscere e valorizzare. Tanto più che a Calisese, il Cammino di San Vicinio passa accanto alla mia azienda agricola”.

I tre pellegrini domani da Linaro raggiungeranno Sarsina. Passeranno da Nuvoleto e da Musella prima di raggiungere la città plautina dopo 19 chilometri. Domenica mattina, dopo la Messa delle Palme nella concattedrale di Sarsina, cammineranno sulla tappa Sarsina-Quarto: 20 chilometri passando da Careste e Facciano.

Cesena, venerdì 27 marzo ore 8,10: il passaggio in piazza del Popolo, appena partiti dalla Cattedrale

Paolo Borghesi: “Occasione per approfondire la nostra fede”

Paolo Borghesi nella primavera scorsa, insieme a una decina di compagni, ha percorso il pellegrinaggio giubilare Sarsina-Roma: “È con una certa emozione che ho scelto di mettermi di nuovo in cammino sul percorso caratterizzato dalla spiritualità di San Vicinio – le parole di Borghesi -. Un passo davanti all’altro, il cammino è come metafora della vita: nell’essenziale si vede l’importante. Così come ho sperimentato negli scout, da ragazzo, e poi nella mia vita in famiglia, da adulto. Sta a noi vivere questa opportunità di cammino come occasione per approfondire la nostra fede”.

Giovanni (Vanni) Milandri: “Una storia che continua…”

Dopo il Covid, qualche infortunio e i danni dell’alluvione, per Giovanni (Vanni) Milandri è un ‘ritorno’ al cammino dopo oltre quattro anni. Podista e grande camminatore, 79 anni portati con la leggerezza con cui porta il capiente zaino, la sua è una vita in cammino. Ne conta 15, di cui quattro volte a Santiago di Compostela (“e una volta, fatto al contrario, il più difficile!”) e la via Romea-Germanica (nel 2017 in 43 giorni ha percorso 1.300 chilometri da Stade, in Germania, fino a Roma). E poi i ‘nostri’ percorsi dedicati a San Francesco e a San Benedetto. “Sono molto contento di condividere con amici questo cammino che considero essere una giusta via dove mettermi alla prova”, sottolinea.

Milandri è uno dei referenti del Cammino di San Vicinio: da 15 anni è tra i volontari più attivi nella manutenzione dei sentieri. Lo conosce a fondo, lo ha percorso per intero almeno tre volte, e accanto a Vittorio Pezzi – tra i volontari che lo hanno tracciato e curato, deceduto il 5 febbraio scorso – ne ha visto la nascita e gli sviluppi. “Di Vittorio mi sento allievo. E la storia continua: un passo davanti all’altro, su un percorso che merita di essere sempre più frequentato”.

Da sinistra, Giovanni Vanni Milandri e Paolo Borghesi