Cesenatico
Davide Buda, a 20 anni costruisce il suo futuro sul palcoscenico
Studente alla Scuola del Musical di Milano, il giovane di Cesenatico racconta la sua passione per la musica e lo spettacolo: "Sento di essere nato per fare questo"
A 20 anni Davide Buda studia alla Scuola del Musical di Milano per trasformare la sua passione in una professione. Tra musica, danza e spettacolo, il giovane di Cesenatico ci racconta il suo sogno, le prime esperienze sul palcoscenico e le ambizioni future.
Quando e come è nata la tua passione per la musica?
Se dovessi indicare un momento preciso, non credo che esista: sono cresciuto immerso nella musica da sempre. Mia mamma mi racconta spesso che cantava nel coro della parrocchia quando era incinta di me, quindi direi che questa passione è nata ancora prima che nascessi. Fin da piccolo ho sempre amato cantare e ballare, passavo i pomeriggi a guardare serie tv legate alla musica e a ricreare quello che vedevo, registrandomi e facendo video. Per me è così da sempre.
Frequenti la Scuola del Musical di Milano, com’è organizzato il corso?
La Scuola del Musical di Milano (Sdm) è una delle accademie più prestigiose d’Italia, che da anni forma professionisti e protagonisti dei musical di punta, in Italia e all’estero. L’accademia è accreditata presso la Regione Lombardia come Ente di istruzione e formazione professionale. Abbiamo degli esami interni a dicembre e a maggio e alla fine dei due anni viene rilasciato un diploma e un attestato dalla Regione.
Come stai vivendo il percorso all’accademia? Quali discipline preferisci?
È un percorso molto impegnativo, sia a livello fisico sia psicologico, ma alla fine è quello che amo e che ho sempre sognato. Frequento l’accademia dal lunedì al sabato e studio tutte le discipline: da quelle base come danza (classica, jazz, tip tap e urban), canto e recitazione, fino a dizione, teoria musicale e gestione emotiva. Sono sempre stato attratto dal canto e dalla danza, che sono le materie che mi hanno avvicinato a questa realtà, ma grazie all’accademia sto scoprendo tante altre sfaccettature di questo mondo che mi affascinano molto.
I tuoi genitori ti hanno appoggiato nel tuo percorso?
I miei genitori (il babbo è l’ex sindaco di Cesenatico Roberto Buda, ndr) mi hanno sempre appoggiato e fatto sentire tranquillo nel proseguire sulla mia strada, dopo il diploma al Liceo scientifico indirizzo Scienze applicate “Ferrari” di Cesenatico. Hanno sempre cercato di non caricarmi di troppe aspettative, lasciandomi la libertà di cambiare idea se mai lo avessi voluto.
Hai fatto qualche altra esperienza nell’ambito dello spettacolo, oltre al percorso all’accademia?
Ho iniziato fin dalle elementari a frequentare la scuola “Dance dream” di Cesenatico, dove studiavo tutte le discipline. Negli anni, grazie a questa realtà, ho avuto la possibilità di partecipare a diversi stage in giro per l’Italia e non solo: sono stato anche a Londra a studiare con professionisti del settore. Ho partecipato spesso a concorsi che mi hanno dato l’occasione di farmi conoscere e che mi hanno aiutato a entrare in accademia. Posso dire di aver sempre avuto le idee abbastanza chiare e mi sono sempre focalizzato su quello che riguarda il mondo del musical a tutto tondo.

Finora hai ottenuto i risultati che volevi? Che aspettative hai per il futuro, anche in relazione al percorso di studi che hai intrapreso?
In questi anni ho sempre ottenuto dei bei risultati e sento che, un passo alla volta, mi sto avvicinando al mio sogno. Ho avuto anche l’occasione di partecipare come comparsa al musical “Aggiungi un posto a tavola” insieme a Lorella Cuccarini e Giovanni Scifoni, un ruolo che replicherò a inizio febbraio al Teatro nazionale di Milano. Inoltre, la scorsa estate ho lavorato per la prima volta come professionista nel cast artistico di Mirabilandia. È stata un’esperienza che mi ha permesso di vivere questo mondo in modo più concreto. È un lavoro però dove il futuro è sempre un’incognita, quindi cerco di focalizzarmi sul presente e di impegnarmi al massimo, sperando che i sacrifici vengano ripagati. Ovviamente le aspettative ci sono, ma cerco di non farmi guidare troppo da quelle: preferisco rimanere con i piedi per terra, puntando allo stesso tempo sempre al massimo.
Vorresti che la tua passione, in futuro, diventasse un lavoro?
Avendo scelto di intraprendere un percorso professionale, l’obiettivo è sicuramente quello. Ho dedicato gli ultimi anni a cercare di trasformare questa passione in un lavoro: è un mondo molto difficile, ma l’accademia apre tante strade che non riguardano solo il teatro, che resta il mio sogno principale, ma anche tutto quello che riguarda il canto e la danza. Studiando alla Scuola del Musical, ho capito che mi piacerebbe molto, per esempio, lavorare anche nel mondo della registrazione in studio, sia come interprete sia come arrangiatore, o anche come videomaker. Questo campo è molto ampio e vedrò cosa mi offrirà la vita: una strada non esclude l’altra. In ogni caso, sono sempre stato convinto di essere nato per fare questo, non ho mai avuto dubbi e non mi vedo a fare altro. È ciò che amo e vorrei davvero riuscire a essere indipendente grazie a questo mestiere.

Ci sono stati momenti difficili, nel tuo percorso artistico che ti hanno fatto pensare di intraprendere altre strade? O sei sempre rimasto determinato sulla tua idea?
Per i momenti di difficoltà, sì, ci sono stati. Bisogna essere molto forti di carattere per lavorare in questo mondo, c’è molta competizione e non è sempre facile. Però, anche in quei momenti, non ho mai pensato di intraprendere altre strade: sono certo di voler rimanere nell’ambito della musica, poi se sarà più teatro o altro si vedrà.
Hai qualche idolo o personaggio a cui ti ispiri o che prendi come esempio?
Se dovessi indicare un idolo in particolare non saprei, ma di sicuro artisti come Jordan Fisher, Ariana Grande o Reneé Rapp sono i modelli a cui punto. Mi piacciono perché passano dal teatro al canto alla tv, variando in tutti gli ambiti senza confinarsi in uno solo.