Dall'Italia
Disabilità. Suor Donatello al Meeting con la coop Gli Amici di Gigi: “Occorre avere il gusto del noi”
“Prima di un servizio, le famiglie hanno bisogno che qualcuno stia con loro per affrontare quel capita ogni giorno”, ha aggiunto Davide De Santis, presidente dell'associazione di volontariato La Mongolfiera
“Fare rete per la disabilità”. S’intitolava così l’appuntamento organizzato dalla Cdm Opere sociali che si è svolto oggi pomeriggio al Meeting di Rimini. A confrontarsi la responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale delle persone con disabilità, suor Veronica Donatello, e il direttore di una coop sociale di San Mauro Pascoli, Stefano Nosiglia.
Il dialogo di oggi pomeriggio al Meeting di Rimini
“Si può fare rete solo insieme”. È la ricetta di suor Veronica Donatello, responsabile del Servizio nazionale Cei per la Pastorale delle persone con disabilità. Lo dice al Meeting per l’amicizia tra in popoli in corso a Rimini da venerdì scorso. La religiosa è stata fra i relatori dell’incontro “Fare rete per la disabilità” organizzato dalla Cdo Opere Sociali svoltosi oggi pomeriggio. “Ognuno – prosegue – può fare la propria parte”. Poi, ha aggiunto, sarebbe bello che il prossimo anno venissero qui le persone con disabilità a raccontare le loro storie”.
Le persone con disabilità non chiedono assistenza, ma ascolto e opportunità
Non solo servizi, ci vuole una comunità. “Comunità con il gusto del noi – incalza suor Donatello -. Dobbiamo provocare la cultura”, perché le persone di disabilità non vogliono solo assistenza, ma hanno desideri da esprimere. Allora fare rete “significa rendere il mondo più umano”. Come cerca di fare la Cei con i fondi 8xmille, “investendo dove non lo farebbe nessuno. Come a Cerreto Sannita”, un piccolo centro di poco più di tremila abitanti in provincia di Benevento, dove sono state create opportunità per giovani con disabilità grazie a laboratori (pasticceria, ceramica, musica) per sviluppare competenze, autonomia e valorizzare i talenti, o altri casi in cui le canoniche sono diventate case-famiglia. “Occorre avere il gusto del noi”, aggiunge la suora, e pensare all’inclusione di tutti, “dai primi anni di scuola fino all’ultimo tratto di vita, perché la disabilità non è solo dei bambini, ma riguarda anche gli anziani”.
Stefano Noziglia (Amici di Gigi): “La solitudine si affronta con la comunione”
Il gusto del noi è quello messo in campo dalla cooperativa sociale “Amici di Gigi” di San Mauro Pascoli sorta attorno a un desiderio: “quello di mettere la nostra vita a disposizione degli altri”, dice il direttore Stefano Noziglia, per cercare di “fronteggiare la solitudine che colpisce le famiglie con figli affetti da disturbi dello spettro autistico”. Una realtà complessa, a tratti dura, come quella che sperimentano coppie di coniugi che vengono abbandonate da amici e parenti. “La solitudine si affronta con la comunione – prosegue Noziglia -. Ti fa vedere la realtà sotto un altro punto di vista”. È in questo modo che possono nascere esperienze come la Spiaggia libera tutti, sul lungomare di Rimini, accessibile per chiunque e senza barriere. Davide De Santis, presidente della Mongolfiera, organizzazione di volontariato con sede a Imola (BO), che si impegna nell’aiuto alle famiglie con figli con disabilità, insiste sulla centralità della persona. “Prima di un servizio, le famiglie hanno bisogno che qualcuno stia con loro per affrontare quel capita ogni giorno”. Perché, fa presente, “bisogna favorire un cambio di prospettiva, ma occorre anche prendere sulle nostre spalle la loro croce. L’amicizia si realizza in gesti concreti”.
Battistini (Camera di commercio): “Accoglienza accessibile? Manca l’informazione”
All’incontro è intervenuto anche Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna. Battistini pone l’accento sull’accoglienza in Romagna, una terra turistica per vocazione. Spiega di una ricerca condotta dalla Camera di commercio su 1233 attività di quattro località romagnole: Cattolica, Bellaria, Ravenna e Bagno di Romagna. “Molte strutture – dice – hanno a disposizione locali accessibili a tutti. Un dato significativo per questo territorio”. Poi c’è l’altro lato della medaglia. “Abbiamo anche verificato che queste informazioni non vengono promosse e allora è come se non esistessero. Sarebbe come se ci fosse questa equazione: manca l’informazione, manca l’accoglienza. E invece, abbiamo visto, che non è così”. C’è ancora tanto da migliorare.