Disastro Italia

Per la terza volta consecutiva, la Nazionale italiana non si qualifica ai Mondiali di calcio

La delusione negli occhi degli azzurri (dalla diretta Rai)

Al “Bilino Polje” di Zenica (Bosnia ed Erzegovina), si è disputata ieri sera la finale del Percorso A dei play-off di qualificazione ai Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico 2026, tra la Bosnia ed Erzegovina di Sergej Barbarez e l’Italia di Gennaro “Ringhio” Gattuso.

Un cartellino rosso che ha condizionato la gara

L’esito della partita è stato disastroso per gli azzurri. Questo in virtù del fatto che la Bosnia, battendo l’Italia per 4-1 ai calci di rigore, ha estromesso l’Italia dai Mondiali per la terza volta consecutiva, dopo quelle del 2018 e del 2022. L’eliminazione è stata meritata, in quanto la Nazionale non ha mai dimostrato una netta superiorità tecnica e di gioco e, dall’altra parte, la Bosnia è stata squadra solida e compatta. Eppure la partita, arbitrata dal francese Clément Turpin, era iniziata bene per gli azzurri, in quanto sono passati in vantaggio al 15′ con Moise Kean. Poi, al 41′, è arrivato l’episodio che ha condizionato in buona parte il match: fuori dall’area di rigore, il difensore Alessandro Bastoni ha commesso un fallo da ultimo uomo su Amar Memić lanciato a rete. Turpin non ha avuto dubbi: cartellino rosso al calciatore dell’Inter. Con un uomo in meno per tutto il secondo tempo, l’Italia ha faticato enormemente a tenere il passo dei bosniaci, che hanno firmato il gol del pareggio al 79′ con Haris Tabaković.

La lotteria dei calci di rigore non premia l’Italia

Siccome l’1-1 ha resistito sia alla fine dei tempi regolamentari sia a quella dei supplementari, si è arrivati alla lotteria dei calci di rigore, dove gli errori di Francesco Pio Esposito e di Bryan Cristante hanno spalancato le porte dei Mondiali agli avversari. Così la Bosnia ed Erzegovina disputerà il suo secondo Mondiale, dopo quello di Brasile 2014. In terra carioca, i bosniaci furono eliminati alla fase a gironi, dove disputarono il Gruppo F assieme ad Argentina, Iran e Nigeria. Invece, nei Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico 2026, la nazionale bosniaca è inserita nel Gruppo B, dove se la dovrà vedere con il Canada di Jesse Marsch, il Qatar di Julen Lopetegui e la Svizzera di Murat Yakin. Invece per l’Italia sarà la sua quinta mancata partecipazione a un Mondiale, dopo quelle del 1930 (per motivi logistici), 1958, 2018 e 2022. Il rapporto italico con i play-off parla così di una sola qualificazione (contro la Russia nel 1997) e di ben tre eliminazioni consecutive (contro la Svezia nel 2017, contro la Macedonia del Nord nel 2022 e contro la Bosnia ed Erzegovina nel 2026). Per una macabra ironia della sorte, le ultime due sconfitte dell’Italia (in semifinale contro la Macedonia del Nord il 24 marzo 2022 e in finale contro la Bosnia ed Erzegovina ieri sera) sono state arbitrate dalla stessa persona: Clément Turpin.

Il primato di Moise Kean

Quella americana sarà la terza Coppa del mondo consecutiva che il Belpaese dovrà guardare “dal divano di casa” (2018, 2022 e 2026). In questo modo, tra le otto nazionali che hanno vinto i Mondiali per almeno una volta, l’Italia è la seconda a mancare la qualificazione agli stessi per tre edizioni consecutive, dopo l’Argentina del triennio 1938-1950-1954. A quota due edizioni consecutive a vuoto si trova un prestigioso quartetto: l’Uruguay per tre volte (1934-1938, 1978-1982 e 1994-1998), la Spagna per due volte (1954-1958 e 1970-1974), la Francia per due volte (1970-1974 e 1990-1994) e l’Inghilterra per una volta (1974 e 1978). Una delle poche note liete della serata, insieme alle solite parate importanti del capitano Gianluigi Donnarumma, è stata la prestazione di Moise Kean, autore del gol del momentaneo 1-0. Per l’attaccante della Fiorentina si è trattato del 13esimo gol con l’Italia e la sesta partita consecutiva in rete, dopo Germania-Italia 3-3 dello scorso 23 marzo (Nations League), Italia-Estonia 5-0 dello scorso 5 settembre (qualificazioni ai Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico 20026), Israele-Italia 4-5 dello scorso 8 settembre (qualificazioni ai Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico 2026), Estonia-Italia 1-3 dello scorso 11 ottobre (qualificazioni ai Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico 2026), Italia-Irlanda del Nord 2-0 di giovedì scorso (semifinale dei play-off di qualificazione ai Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico 2026) e la partita di ieri sera. In questo modo la punta piemontese è divenuta il giocatore ad aver segnato nel maggior numero di partite consecutive nella storia della Nazionale italiana, eguagliando le prestazioni di Adolfo Baloncieri nel 1928, Luigi “Gigi” Riva nel 1969 e Roberto Bettega nel 1977.

Statistiche neroazzurre

Nonostante l’espulsione di Alessandro Bastoni e l’errore dal dischetto di Francesco Pio Esposito, l’Inter ha qualche piccolo record societario positivo da annotare. Il centrocampista nerazzurro Nicolò Barella ha disputato la sua 70esima partita con gli azzurri. Tutti i match con la nazionale del Belpaese li ha giocati da calciatore della Beneamata. Il centrocampista sardo è diventato così il terzo calciatore ad aver disputato il maggior numero di incontri con l’Italia solo da membro dell’Inter (quando ha giocato con Cagliari e Como, non ha mai giocato nella nazionale maggiore), raggiungendo Alessandro “Sandro” Mazzola. Sono preceduti solo dalle 94 presenze azzurre di Giacinto Facchetti e dalle 81 di Giuseppe “Beppe” Bergomi.

Tre allenatori italiani ai Mondiali

L’Italia non sarà presente ai prossimi Mondiali come nazionale, ma non però come nazione. Questo perché saranno presenti tre ct italiani: Carlo Ancelotti con il Brasile, Fabio Cannavaro con l’Uzbekistan e Vincenzo Montella con la Turchia. Il primo si é qualificato direttamente, il secondo ha avuto in eredità una squadra già qualificata e il terzo ha vinto la finale dei play-off del Percorso B contro il Kosovo. A parte Bosnia ed Erzegovina e Turchia, si sono qualificate ai Mondiali di Stati Uniti-Canada-Messico 2026 (vincendo le rispettive finali play-off) anche la Repubblica Ceca di Miroslav Koubek e la Svezia di Graham Potter.