Disordini, Lattuca: “Né pietre sui poliziotti, né manganelli sui ragazzini”

L'invito a "non cadere in spirali di paura incontrollata e immotivata"

Lattuca all'Assemblea nazionale delle Province d’Italia

Il sindaco di Cesena Enzo Lattuca interviene sui disordini di questi giorni nelle principali città italiane (vedi notizia al link sotto) e sul terrore esasperato che, anche a Cesena, verrebbe seminato attraverso alcune chat WhatsApp.

Per una pacifica forza di interposizione

“Ascoltiamo la rabbia e ci sforziamo di capirne le ragioni, ma non accettiamo che diventi un’occasione per distruggere, per fare caos, perché anche la rabbia più comprensibile non può mai sfociare nella violenza, non porta da nessuna parte, anzi rischia di portare ad una risposta esclusivamente repressiva e quindi regressiva”, scrive il primo cittadino in una nota inviata alla stampa. “Il nostro senso di responsabilità – prosegue – ci porta a stare dentro le cose, a metterci in mezzo quando la situazione lo richiede, come hanno fatto quegli insegnanti che, a Torino, hanno impedito che si arrivasse allo scontro tra studenti e forze dell’ordine. Tutti noi impegnati a gestire la cosa pubblica in questi casi siamo, o dovremmo essere, una pacifica forza di interposizione. Non vogliamo né i sanpietrini sui poliziotti, né possiamo immaginare che la soluzione siano i manganelli sui ragazzini”.

Minacce in chat

Nel corso della sua relazione alla 39esima Assemblea nazionale delle Province d’Italia (vedi notizia al link sotto), in relazione al panico seminato in queste ore tramite chat e social, Lattuca ha poi sottolineato: “La nostra collaborazione e comunicazione con le forze dell’ordine è costante e reciproca. Lavoriamo in sinergia, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative di ciascuno, per non sottovalutare potenziali minacce ma anche per non cadere in spirali di paura incontrollata e immotivata. Come sempre ciascuno è chiamato a fare la propria parte: istituzioni, forze dell’ordine, insegnanti e genitori”.