È morto Peppe Vessicchio, popolare direttore d’orchestra

Era stato a Cesena nel luglio scorso allo stadio "Manuzzi" con i "Rockin'1000 10 years celebration"

Peppe Vessicchio allo stadio Manuzzi il 27 luglio scorso con i Rockin'1000. Pippofoto
Peppe Vessicchio allo stadio Manuzzi il 27 luglio scorso con i Rockin'1000. Pippofoto

Aveva 69 anni. Numerose le partecipazioni in televisione e al festival di Sanremo

Protagonista nel luglio scorso al “Manuzzi” con Rockin’1000

È morto oggi a Roma, a 69 anni per le complicazioni di una polmonite interstiziale, Giuseppe Vessicchio, conosciuto semplicemente come “Peppe” o “Beppe”. Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Vessicchio è stato un popolare e amato direttore d’orchestra e arrangiatore. Vessicchio ha lasciato un prezioso ricordo anche a Cesena. Ha partecipato al “Rockin’1000 10 years celebration”, la festa svoltasi allo stadio “Orogel Stadium – Dino Manuzzi” nelle serate di sabato 26 e domenica 27 luglio scorsi. L’iniziativa è nata per festeggiare i 10 anni trascorsi dalla prima edizione del “Rockin’1000”. Con la consueta bravura che lo ha sempre contraddistinto, Vessicchio è stato il direttore d’orchestra della seconda serata. Il maestro campano aveva diretto l’orchestra del gruppo rock più grande del mondo anche nel quarto “Rockin’1000”, tenutosi allo stadio “Artemio Franchi” di Firenze nel 2018.

Numerose le collaborazioni con i cantanti

Ha iniziato la carriera realizzando dischi per cantanti come Peppino di Capri, Edoardo Bennato e Nino Buonocore, cui è seguita una proficua collaborazione con Gino Paoli, scrivendo assieme a lui tre brani: “Ti lascio una canzone”, “Cosa farò da grande” e “Coppi”. Ha fatto parte, assieme a Mirko Setaro e Edoardo Romano, del gruppo “I Trettré” a partire dalla loro fondazione, nel 1975. All’inizio era un gruppo di avanspettacolo noto col nome di “I Rottambuli” e Vessicchio suonava la chitarra e il pianoforte per i loro numeri. Quando il gruppo ha virato sul cabarettismo comico vero e proprio, il “Beppe Nazionale” lo ha lasciato, favorendo l’entrata di Gino Cogliandro.

Diverse presenze in programmi televisivi

Nel corso degli ultimi decenni, Vessicchio si è fatto conoscere anche al popolo italiano per la sua presenza in molti programmi televisivi. Tra di essi meritano una menzione “Va’ pensiero”, Club 92″e “Buona domenica”. Ha partecipato (dal 1994 al 2001) a “Trenta ore per la vita”, una maratona televisiva realizzata e trasmessa dalle reti Mediaset dal 1994 al 2006. La trasmissione era nata per raccogliere fondi in favore dell’omonima associazione no profit, che si occupa tuttora di studiare e prevenire molti tipi di malattie. Dell’ “Associazione Trenta ore per la vita”, il maestro partenopeo è stato anche socio.

Il festival di Sanremo

Non poteva mancare per lui la chiamata del festival di Sanremo. Sulla riviera ligure, Vessicchio ha costruito un altro pezzo della sua immensa popolarità, partecipando a più di 30 rassegne sanremesi. Come direttore d’orchestra, ha vinto il festival per quattro volte: nel 2000 con “Sentimento” della Piccola Orchestra Avion Travel, nel 2003 con “Per dire di no” di Alexia, nel 2010 per “Tutte le volte che…” di Valerio Scanu e nel 2011 con “Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni. Sempre a Sanremo, ha vinto per quattro volte il premio come miglior arrangiatore nel 1994, 1997, 1998 e 2000. L’ultima sua presenza al festival di Sanremo è stata nel 2024 quando, assieme a Leonardo De Amicis, ha diretto i Jalisse quando, durante la quarta serata, sono stati gli ospiti d’onore e hanno cantato la loro hit “Fiumi di parole”.

Anche con lo Zecchino d’oro

Degna di nota anche la sua presenza nel noto programma televisivo “Amici di Maria De Filippi” dove, dal 2001 al 2012 e dal 2018 al 2022, ha alternato i due ruoli di professore di canto e di giudice. Oltre ad aver fatto parte (dal 2017 al momento della morte) della commissione selezionatrice delle canzoni dello “Zecchino d’oro”, ha collaborato con i più grandi artisti della scena musicale nostrana come Andrea Bocelli, Zucchero, Ron, Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, Ivana Spagna e Fred Bongusto. Si è concesso anche un piccolo e ironico ruolo nel film del 1982 “Giggi il bullo”, diretto da Marino Girolami e con protagonista l’indimenticabile Alvaro Vitali.