Educazione, focus al Festival malatestiano della Libertà. Suor Anna Monia Alfieri: “Alleanze trasversali per la parità scolastica”

Tavola rotonda questa mattina in Biblioteca. Per una scuola che sappia creare "spazi reali di relazioni"

Il tavolo dei relatori (foto: Sandra e Urbano fotografi, Cesena)

Libertà ed educazione, una sfida in tempi non semplici.

Focus sull’educazione

Il mondo digitale ha amplificato le difficoltà e rischia di inibire le relazioni. La scuola, un tempo seconda agenzia educativa dopo la famiglia, rischia di non essere più attrattiva, di non educare, di non fare maturare una coscienza critica e di non trasmettere neppure conoscenze, abilità. Di libertà di educazione, di scuole statali e paritarie, di internet e infosfera, di villaggio e di luogo accogliente in cui crescere si è parlato questa mattina, nell’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana, in un appuntamento nell’ambito del Festival malatestiano della Libertà promosso da Nazione futura, Labora, Valori e libertà, con il contributo di Confcommercio Cesena e il patrocinio del Comune (vedi notizie al link sotto). Al tavolo dei relatori, davanti a un folto pubblico, la consigliera regionale Elena Ugolini, il rettore delle scuole del Sacro Cuore e insegnante di religione nelle scuole statali Domenico Tallaricosuor Anna Monia Alfieri, esperta del mondo della scuola, e Paolo Gambi, autore e influencer.

Tallarico: “La scuola statale non è libera”

Tra i promotori della mattinata anche l’associazione, nata nel 2024, degli ex alunni del Sacro Cuore di Cesena. Francesco Mondardini, nel portare un saluto, ha ricordato che per loro, da ex, è stato importante essersi ritrovati a scuola e ha ribadito la validità del metodo educativo incontrato.
Per Domenico Tallarico, la scuola statale “non è una scuola libera”, stretta com’è, a suo avviso, dalla burocrazia e dal pensiero “di dover redigere un verbale con il timore di possibili ricorsi”. Il professore vede anche crescere un malessere complessivo, con l’aumento della dispersione e del ritiro in casa di tanti ragazzi. Per Tallarico la scuola avrebbe la pretesa di “educare attraverso le regole”, mentre “è piena di ideologie. Importante sarebbe, per il rettore del Sacro Cuore, domandarsi dove si può trovare un villaggio in cui far crescere le nuove generazioni. La questione, conclude, “sono gli adulti. Non guardano i ragazzi”.

Da sinistra: Francesco Zanotti (direttore del “Corriere Cesenate”), Elena Ugolini (consigliere regionale), suor Anna Monia Afieri, Paolo Gambi (influencer), Domenico Tallarico (rettore Sacro Cuore), Francesco Mondardini (associazione ex alunni) – Foto: Sandra e Urbano fotografi (Cesena)

Suor Anna Monia Alfieri: “Unire le forze per la parità scolastica”

Per suor Anna Monia Alfieri, esperta in politiche scolastiche e consulente del ministero dell’Istruzione da oltre un decennio, “la libertà si deve coniugare con la responsabilità. Le regole vanno sublimate, prendendomi cura dell’altro”. Altrimenti, in nome della libertà si dice e si fa tutto: si spara, si sparla. Cita la conoscenza, materia scarsa di questi tempi. “Si fa fatica a confrontarsi con persone che non sanno di cosa parlano”. In tema di parità scolastica, uno dei suoi cavalli di battaglia da sempre, afferma che sono tre i poteri che non la vogliono: la politica, di ogni schieramento, la classe sindacale e la burocrazia. Inoltre, aggiunge, “in Italia è oggetto di sospetto ideologico”, anche perché la libertà crea cittadini, mentre non pochi preferiscono avere a che fare con sudditi. Il buono scuola, inserito quest’anno per la prima volta nella legge finanziaria anche se solo per 20 milioni di euro, per suor Anna Monia, può costituire un buon inizio. “Sulla libertà di scelta da parte delle famiglie e sul pluralismo cerchiamo di costruire alleanze trasversali. Ho trovato gente pro a destra e a sinistra, passando per il centro, e gente contro negli stessi schieramenti. L’importante è costruire ponti, cercare alleanze. Un pluralismo è un valore, come ci insegnano tutti gli altri stati europei. Abbiamo bisogno di unire le forze. Voi qui, siete già un buon inizio”.

Il folto pubblico (foto: Sandra e Urbano fotografi, Cesena)

Gambi (influencer): “Nell’infosfera è in gioco la verità”

Per l’influencer Paolo Gambi, 158mila follower su Instagram e 35 milioni di visualizzazioni al mese, oggi, dopo la famiglia, la “seconda agenzia educativa è l’infosfera. Chi si domanda cosa sta cambiando? Chi si chiede quanto influenza la rete le nuove generazioni?”. Che ci piaccia o no, aggiunge, “la scuola è immersa nell’infosfera. Oltre alla responsabilità in gioco c’è anche la verità, nell’epoca della post-verità”. Infine, sostiene Gambi, saranno gli algoritmi a influenzarci, non gli influencer”. Quindi, conclude, “bisogna farsi svegli, e capire se le tecnologie sono fini o mezzi”.

Elena Ugolini e suor Anna Monia Alfieri (foto: Sandra e Urbano fotografi, Cesena)

Elena Ugolini: “A scuola per stare nel mondo reale”

Davanti abbiamo una scuola che si difende, nella quale, negli ultimi anni, sono molto aumentati gli accessi agli studi di psicologi e psichiatri per ansie, disturbi alimentari, paure, ritiri sociali. “È solo la punta dell’iceberg”, ammonisce la consigliera regionale Elena Ugolini, preside del liceo Malpighi di Bologna, già sottosegretaria all’istruzione col governo Monti. “Che scuola vogliamo?”, si chiede la Ugolini, in cosa deve cambiare? Se in classe, come le disse anni fa una sua studentessa, si trascorrono mille ore l’anno, “significa che devono essere ore di vita, che dobbiamo rendere significative quelle ore”. Oggi, fa presente, abbiamo studenti che sono figli unici di genitori anziani. Per ragazzi come questi, “la scuola può diventare il primo luogo di relazioni significative. A scuola si deve andare per leggere, studiare, dibattere, stare nel mondo reale”. Basta con i cellulari. Dobbiamo creare “spazi reali di relazioni, di affetto, di ricerca, di ascolto”. Poi un ammonimento a tutti: “l’adolescenza non è una malattia, ma ci vuole qualcuno che ascolti questi giovani”. Dalla Ugolini arriva una stoccata anche sulla conoscenza che non può essere fine a se stessa. “Se non conosci sei incompetente – dice – ma conoscere significa entrare dentro il senso, il significato di ciò che si conosce”.

Scuole cattoliche e parità, qualcosa si muove

Sulle scuole cattoliche taglia corto. “Si devono scegliere perché rispondono alle domande di mio figlio”, non per appartenenza. Una scelta non di fede, ma di convinzione. Perché le scuole, aggiunge, dovrebbero offrire “un luogo di ricerca del bene e della verità”. Quell’evocato villaggio in cui far crescere bambini e ragazzi. Sui fondi, e conclude, chiede “stesse chance per tutte le scuole, anche se nella nostra regione la battaglia è ideologica, che riguarda anche i cattolici nel Pd. Non arriveranno mai fondi per le medie e le superiori”. La strada per la libertà e per la parità è ancora lunga, ma vale la pena percorrerla. E qualcosa, come sostenuto questa mattina da suor Anna Monia, si sta muovendo.