Il bilancio sociale del Centro di aiuto alla vita. Nate due bambine che dovevano essere abortite

Almeno una ventina i volontari al lavoro. Ormai quasi più nessuno si rivolge al Cav per decidere se abortire o no

Foto archivio SIR/Marco Calvarese
Foto archivio SIR/Marco Calvarese

I dati del lavoro svolto nel 2025

Sono 130 le famiglie assistite

Caro direttore, nel 2025 sono state assistite circa 130 famiglie. Di esse la maggioranza è di nazionalità marocchina, nigeriana e di altri paesi africani. Di recente si è cominciato ad assistere una decina di famiglie peruviane, poi ce ne sono alcune dell’Europa Orientale e del Bangladesh, mentre sette sono italiane.

Nelle famiglie assistite quest’anno sono nati 16 bambini, e tutti hanno ricevuto corredino, vestiario, latte se necessario, alimenti di vario genere disponibili in quel momento al CAV. Sei mamme partoriranno poi nel 2026.

È giunta notizia di due gestanti che per vari motivi intendevano abortire, ma grazie alla nostra vicinanza e con l’aiuto del “Progetto Gemma” di adozione a distanza ci hanno ripensato, così sono nate due belle bimbe.

Raro che qualcuno si rivolga al Cav per decidere se abortire o no

Ormai, tuttavia, è rarissimo che si rivolgano al CAV gestanti disperate che vedrebbero come unica alternativa l’aborto. Normalmente si tratta invece di madri decise a portare a termine una gravidanza, o che hanno da poco partorito, ma hanno bisogno di alloggio, lavoro, o comunque sostegno per crescere il loro bambino. In un modo o nell’altro, comunque, la missione del CAV resta quella di salvare piccole vite in pericolo, ed è importante che questa consapevolezza si diffonda sempre più in ogni ambito e a ogni livello. È un messaggio che si cerca di trasmettere anche attraverso i sacerdoti della nostra diocesi e di questo si è parlato anche  col nuovo vescovo, monsignor Caiazzo. I volontari si offrono inoltre di intervenire presso le diverse associazioni ed aggregazioni (come Scout, Acr, ecc.) per sensibilizzare al rispetto e salvaguardia della vita dal concepimento alla fine naturale.

L’aiuto alle famiglie

Tutte le famiglie hanno ricevuto supporto di vario genere:

  • materiale per l’infanzia (lettini, coperte e lenzuoli, carrozzine, passeggini, seggiolini auto, seggioloni per i pasti, ecc.) a seconda delle necessità e delle disponibilità.
  • farmaci da banco (tachipirina, sciroppo per la tosse, termometri, pasta protettiva, fialette di soluzione fisiologica, fermenti lattici, ecc.) raccolti da nostri volontari, presso 9 farmacie della città in occasione del 20 novembre, anniversario della creazione della carta dei diritti dell’infanzia. Si tratta di un’attività promossa dall’associazione “Francesca Rava” di Milano.
  • In base alla fascia Isee, per i più bisognosi si sono acquistati appositamente un barattolo da 800 grammi di latte in polvere, e un pacco di pannolini al mese.

Gli interventi effettuati

Questi i diversi tipi di intervento effettuati:

  • Si è conclusa un’adozione a distanza “Progetto Gemma” iniziata nel 2024 e ne sono partite altre due. Con queste iniziative l’adottante si impegna a versare alla madre in difficoltà 200 euro per 18 mensilità.
  • quattro nuclei familiari sono stati ospitati nelle case d’accoglienza. A queste famiglie sono state affiancate una psicologa e un’educatrice professionale, che sostiene e cura le relazioni con l’esterno ma anche fra mamme e bimbi ospiti.
  • Si sono effettuati alcuni traslochi, provvedendo anche a fornire, a seconda delle necessità, mobilio, frigoriferi, lavatrici, televisori, ed altro.
  • Si è prestato un servizio di baby-sitter per diversi bambini.
  • Alcune gestanti e minori sono stati accompagnati nell’accesso ai servizi sanitari e a quelli scolastici.

– Grazie a un ben consolidato gruppo di volontari, si è instaurata una buona collaborazione coi reparti di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale Bufalini, le cui infermiere ci chiedono di trasportare in ospedale donne in attesa o neomamme altrimenti impossibilitate a raggiungerlo.

– Una famiglia è stata sostenuta e guidata da alcuni volontari per l’acquisto di una casa e l’accensione di un mutuo.

– Due mamme hanno usufruito del servizio di psicoterapia e pedagogia.

– Con grande gioia si sono ripresi, dopo l’interruzione forzata dovuta alla pandemia, il corso di cucito (tenuto il martedì mattina dalle 9 alle 11 da volontarie sarte con macchine da cucire che ci sono state donate) e il corso di italiano (tenuto il venerdì mattina dalle 10 alle 11,30 da insegnanti in pensione).

Sono una ventina i volontari

Circa 20 volontari prestano servizio presso la sede del Cav facendo accoglienza, colloqui, distribuzione di materiale vario e servizio di segreteria. Cinque famiglie d’appoggio svolgono un prezioso sostegno alla genitorialità. Diverse famiglie disposte all’accoglienza costituiscono una preziosa rete di supporto sul territorio cesenate e dintorni. Quattro volontari, pur non essendo famiglie d’appoggio, svolgono attività di sostegno e accompagnamento nel difficile cammino verso l’autonomia economica e nella gestione dei figli.

Due convenzioni con l’Unione dei Comuni Valle del Savio

Nel 2025 sono proseguite (e proseguiranno nel 2026) due convenzioni con l’Unione dei Comuni Valle del Savio:

  • L’Unione dona dei pannolini lavabili a tutti i neonati. Quando questi li smettono, il CAV li ritira, passandoli ai propri assistiti.
  • Il Cav partecipa all’iniziativa “Benvenuto Bebè”: la distribuzione ai nuovi nati di una borsina preparata dal Comune e riempita di prodotti donati da associazioni del territorio. Si tratta di un piccolo omaggio, poco oneroso, che però permette di far conoscere il Cav sul territorio.

Il lavoro con le assistenti sociali

Si è consolidata la collaborazione con gli assistenti sociali, sia dell’Unione dei Comuni, che del Consultorio. Da loro il Cav viene spesso messo in contatto con famiglie in difficoltà. È ripresa inoltre la partecipazione al “Tavolo dell’Accoglienza” promosso dal Centro Famiglie del Comune in collaborazione con l’Unione dei Comuni. Si tratta del coordinamento tra associazioni di volontariato ed enti pubblici per diffondere, stimolare e organizzare le pratiche di vicinanza solidale, affido famigliare ed adozione per i bimbi che ne abbiano bisogno.

Stefania Santarelli, Centro di aiuto alla vita – Cesena