Il cardinale Gambetti a Longiano: “Coscienza critica e amore disinteressato per non essere avatar”

Tantissimi ieri, domenica 26 luglio, alla Messa e alla processione nella festa del Santissimo Crocifisso

Il cardinale Gambetti a Longiano (foto: M. Venturi)

In tanti ieri, domenica 26 luglio, alla festa del Santissimo Crocifisso di Longiano.

Gambetti: “Grato di essere tornato a Longiano”

Santuario gremito alla Messa solenne presieduta, nel tardo pomeriggio, dal cardinale Mauro Gambetti e un vasto popolo in cammino alla processione con l’immagine del Crocifisso lungo le vie del centro storico. Fra i presenti, anche il sindaco Mauro Graziano con l’assessore Lorenzo Campana, il comandante dei Carabinieri Domenico Turzillo, quella della Polizia locale Paola Giorgetti e i membri dell’Arciconfraternita con il tipico mantello. “Sono grato di essere qui e rivedere tante persone care e il Crocifisso”, ha detto il porporato, già guardiano del convento longianese. Con lui all’altare fra Roberto Brandinelli, ministro provinciale dei frati minori conventuali, il rettore del Santuario fra Nicola Zuin, il parroco di Longiano fra Egidio Canil e don Alessandro Manzi, vicario episcopale per la vita consacrata.

La discesa nei bassifondi dell’umanità

Nell’omelia, dedicata al mistero della croce, Gambetti ha puntato l’attenzione al “Verbo di Dio che discende nell’umanità fino a svuotare se stesso, per essere innalzato”. Questo movimento di discesa “nei bassifondi della nostra umanità”, ha spiegato, “è quello a cui anche noi dovremmo conformarci”, per incontrare lo sguardo di Cristo e riscoprire il senso autentico della vita. Al contrario, “tutti pensiamo come fare a diventare più grandi, a scalare, a crescere”.

Quello che davvero conta

In un’epoca segnata da frammentazione sociale, velocità tecnologica e perdita di identità, il cardinale ha invitato a distinguere “ciò che è prezioso, che va custodito e per il quale vale la pena vendere tutto per poterlo possedere”, da “ciò che va di moda” nel mondo di oggi. Per Gambetti occorre tornare a coltivare la coscienza critica e vivere un amore disinteressato per gli altri. Solo così, ha rilevato, non saremo semplici “avatar sul palcoscenico della storia” decisa da altri.

Il miracolo della fede

A venirci in aiuto è il “vero miracolo che continuamente Gesù crocifisso vuole operare”: quello della fede, che ci aiuta a svuotarci del nostro ego per attingere alla vita dello spirito. “Una vita – ha detto avviandosi verso la conclusione – che anche quando è crocifissa non viene meno né nell’amore, né nell’essere. Se entri in essa non muori più. Ti aprirai a tutti ancora: familiari, vicini di casa, amici, nemici, concittadini, stranieri, perché in tutti cercherai lo stesso Regno dei cieli che è dentro di te e sarai pronto a rinunciare alla tua stessa vita, per seguire il Vangelo e dare la tua vita per loro. Lotterai per la verità, sopporterai insulti e rimarrai mite e umile di cuore, perché tutto concorre al bene di coloro che amano Dio e tu non vorrai perdere mai la libertà la benevolenza, la misericordia che il tuo cuore sperimenta nel Dio di Gesù Cristo”.


Di seguito la fotogallery della celebrazione e della processione con il Crocifisso a cura di Matteo Venturi.

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