Diocesi
Il gruppo Nain ha incontrato il vescovo. Con lui abbiamo condiviso le nostre fragilità
"Ci ha incoraggiato a proseguire su questo percorso e ci ha invitati a non scoraggiarci per i tanti che mancano"
Pubblichiamo di seguito uno scritto che i componenti del gruppo Nain hanno inviato al giornale per condividere la bellezza vissuta ieri nell’incontro con il vescovo Antonio Giuseppe Caiazzo
Ecco il testo
Abbiamo condiviso le nostra fragilità
Caro direttore, nella mattinata di ieri, venerdì 30 gennaio, il gruppo Nain è stato ricevuto dal nostro vescovo Antonio Giuseppe, presso i locali della Curia diocesana. Quasi tutti i componenti del gruppo erano presenti all‘incontro, mancava solo chi per motivi di lavoro non poteva. Segno questo del desiderio di vicinanza col nostro vescovo. Il clima dell’incontro è stato molto profondo e familiare. I componenti del gruppo si sono presentati condividendo con apertura le proprie fragilità e hanno confermato che vivere questo percorso le sostiene a vivere con fede questo periodo della loro vita. Non sono mancati momenti di forte commozione.
Il termine vedova, grande valore per la Chiesa
Il vescovo ha ascoltato con attenzione quindi ha rivolto parole che hanno toccato il cuore dei presenti. Considerato che dalle condivisioni era emerso che il termine vedova a qualcuna sta un po’ stretto, il vescovo ne ha sottolineato il grande valore per la Chiesa, richiamando dei passi degli Atti degli apostoli.
Ordo Viduarum
Ha sottolineato che la Chiesa ha sempre mostrato un’attenzione particolare alla vedovanza, evidenziando il suo valore ecclesiale e spirituale. Di recente, si è avviato un cammino di consacrazione vedovile, con l’istituzione di Ordo Viduarum in diverse diocesi italiane. Queste iniziative mirano a riconoscere e promuovere la vedovanza come una forma di vita cristiana che può portare a una vita di santità e virtù.
Dio non toglie nulla
Per noi che abbiamo fede, il percorso di elaborazione del lutto rappresenta un percorso vissuto in modo diverso da chi non crede. La disperazione della perdita lascia pian piano il posto alla Speranza. Il nostro vescovo ha ribadito la grande importanza di una comunità che sostiene e che questo percorso è importante perché ci si capisce a vicenda. Solo chi ha vissuto una situazione analoga può comprendere ciò che l’altro vive. È importante vivere nella prospettiva che Dio non toglie ma dona di più. Questo è possibile solo restando uniti a Cristo che per primo nell’orto degli ulivi ha sofferto al punto di sudare sangue. Ecco allora che la forza di affrontare anche le prove più dure non viene da noi ma viene proprio da Dio.
Per tanti c’è bisogno di tempo
Ci ha esortato a proseguire in questo percorso e a non scoraggiarci se tanti ai quali viene fatta la proposta, non l’accettano subito, c’è bisogno di tempo. Far conoscere però questa opportunità è importante, sapere che c’è un luogo in cui condividere con altri il proprio dolore, può dare sollievo. Ci siamo congedati con una foto di gruppo e la benedizione del vescovo. Per tutti noi è stato un momento in cui ci siamo sentiti confermati e sostenuti. L’abbraccio del vescovo ci ha portato una ventata di rinnovata fiducia in Dio e nella sua Chiesa.
Il nostro grazie
Sentiamo il desiderio di esprimere tutta la nostra gratitudine per il lungo tempo che ci ha dedicato nonostante tutti i suoi impegni. Lo abbiamo apprezzato tanto.
Marco e Giovanna con suor Cristina