Il ritorno dei libri in Casa Bufalini, una proposta

Evento dell'Università della terza età sul fondatore della moderna scienza medica

L’Aula magna della Biblioteca Malatestiana ha ospitato, oggi pomeriggio, una conferenza dell’Università della terza età (Ute) dedicata a Maurizio Bufalini, di cui ricorrono i 150 anni della morte. Il grande medico, infatti, nacque a Cesena il 4 giugno 1787 e morì a Firenze il 31 marzo 1875.

Già nel 2017 l’Ute si era dedicata alla figura di Bufalini, con particolare interesse per “Casa Bufalini”, l’immobile accanto alla Biblioteca Malatestiana, che in quel periodo fu ristrutturato e trasformato in un centro per attività didattiche e per start-up. In quella che fu l’abside della chiesa di San Francesco, invece, fu aperta una caffetteria che ancora oggi è in attività. Al tempo, l’Ute fu molto critica nei confronti del progetto, chiedendo di mantenere un collegamento diretto fra l’edificio e la memoria di Maurizio Bufalini.

Da chiesa a piazza

Nel pomeriggio di oggi si è tornati sull’argomento. Di fronte a un pubblico molto numeroso Loretta Righetti, saggista, storica, già responsabile della Biblioteca dei Ragazzi “Adamo Bettini”, ha tracciato in modo dettagliato l’evoluzione dei luoghi, in particolare di piazza Bufalini, che occupa lo spazio ove fino al XIX secolo si trovava la chiesa di San Francesco, centro culturale e religioso di Cesena, legata alla famiglia dei Malatesta.

Non a caso, infatti, Domenico Malatesta (Novello) decise di collocare proprio nel convento la sua biblioteca, perché lì si trovava già un piccolo “studium” dei frati e perché la chiesa di San Francesco conservava le sepolture della famiglia.

Eliminata la chiesa, lo spazio antistante diventò un giardino, anzi: il giardino delle scuole, data la presenza della Biblioteca, del Liceo classico e delle scuole professionali. Ogni istituzione aveva il suo ingresso differenziato.

Al termine di questo preciso excursus storico, Daniele Vaienti, presidente Ute, ha ricordato l’estrema rarità della dedicazione di una piazza a un vivente. Infatti la piazza fu intitolata a Maurizio Bufalini il 6 novembre 1863, ben 12 anni prima della sua morte. Si era cercato anche di omaggiare il medico con una statua, ma questo sembrò troppo a Bufalini, che rifiutò un onore che gli sembrava eccessivo.

Il senatore Gaspare Finali avrebbe anche voluto dedicare a lui il Liceo cittadino, che fino al 1865 ancora non aveva ricevuto una intitolazione; in questo caso, la scelta cadde su Vincenzo Monti, nato nella vicina Alfonsine e in quel torno di tempo considerato uno dei più grandi scrittori della storia d’Italia.

Vaienti ha anche descritto, grazie ai documenti dell’epoca, il sontuoso funerale che accompagnò Bufalini all’estrema dimora, nel cimitero della sua città, nonostante molti volessero che venisse seppellito a Santa Croce, a Firenze, nel pantheon delle glorie d’Italia. Anche questo dettaglio fa capire l’importanza nazionale di Bufalini, un rifondatore della scienza medica.

I libri di Bufalini giacciono in magazzino

Ad avere la meglio fu la volontà del defunto, che aveva espressamente richiesto che la sua salma fosse seppellita a Cesena e che i suoi libri medici andassero alla Biblioteca Malatestiana, come lascito per i futuri medici.

«Ora però – si rammarica Vaienti – questi libri sono nel magazzino della Malatestiana, quindi non sono più presenti nella biblioteca; sono, certo, consultabili, ma questa collocazione non risponde appieno alla volontà del defunto. Inoltre, Casa Bufalini, che appartiene al Comune dalla fine dell’Ottocento, a differenza di Casa Bufalini a Forlì, che è ancora di proprietà della famiglia, non ha più alcun collegamento con Maurizio Bufalini. La nostra proposta, forse di non facile realizzazione, ma di sicuro valida, è quella di spostare in Casa Bufalini i libri di Bufalini e tutto ciò che lo riguarda e realizzare lì un centro di documentazione di storia della medicina. Casa Bufalini potrebbe anche entrare nel circuito delle “Case degli Illustri”, che la Regione sostiene anche economicamente. Auspichiamo anche – ha concluso Vaienti – che l’abside della chiesa di San Francesco possa essere liberato dalla presenza della caffetteria, permettendo così all’unico frammento di architettura medievale del centro di Cesena di tornare ad essere visibile da parte di tutti».

Il prossimo appuntamento

Le lezioni dell’Ute proseguiranno venerdì 14 novembre con una conferenza del musicologo Franco Dell’Amore e della cantante Jean Bennett Giorgetti sul baritono Achille Alberti.

L’incontro si terrà al Teatrino “Don Baronio” con inizio alle 15,30.