Lettere
Il rombo dei motorini dove una volta c’era la comunità
Lettera aperta dopo l'incidente avvenuto a Ponte Ospedaletto
In merito all’incidente verificatosi qualche sera fa nella zona artigianale di Ponte Ospedaletto (vedi notizia al link in coda al pezzo), pubblichiamo la lettera giunta in redazione a firma di Michele Fratellanza, operatore della sicurezza e già presidente del Quartiere di Budrio-Badia.
Caro direttore,
l’incidente di Longiano non è una fatalità, ma l’ultimo, tragico capitolo di una storia che ho visto scrivere giorno dopo giorno. Scrivo con il cuore pesante, da cittadino e da ex presidente del quartiere di Budrio e Badia. Mi stringo al dolore dei genitori dei due adolescenti feriti e invoco per loro la forza della guarigione.
Bisogni inascoltati dalla comunità
Questo non è un fulmine a ciel sereno per chi, come me, ha passato anni sul territorio, ascoltando bisogni troppo spesso rimasti inascoltati. Non puntiamo il dito contro quei ragazzi: la loro corsa sull’asfalto è solo l’atto finale di un dramma che inizia quando una comunità perde gli strumenti per parlare ai suoi giovani. Quando i cancelli si chiudono, la strada diventa teatro. Ho visto campetti da calcio, un tempo patrimonio di tutti, diventare di fatto proprietà di pochi. Circoli storici ridotti a servire un caffè agli anziani, sale polivalenti rimaste miraggi nei bilanci. Non è colpa di qualcuno in particolare, ma di scelte che si accumulano negli anni. Il vuoto che i giovani riempiono comunque.
Non solo incoscienza
Se una comunità non offre spazi di costruzione, i giovani creano i propri riti di appartenenza. Il rombo dei motorini e la sfida all’asfalto non sono solo incoscienza: sono un disperato bisogno di esistere, di sentirsi parte di qualcosa. Tragicamente, quel “qualcosa” diventa pericoloso.
Un patto per la comunità: tre proposte concrete
Serve un patto per la comunità, a partire da tre proposte concrete:
- Protocollo “campi aperti”: convenzioni con le società sportive per garantire 2-3 ore pomeridiane di accesso libero ai campi, in cambio di contributi per la manutenzione;
- “Spazio giovani autogestito”: un locale comunale inutilizzato affidato ai ragazzi di 16-25 anni, con un budget annuale minimo e la piena responsabilità dello spazio.
- “Consiglio comunale giovani”: un organismo con potere propositivo su temi che li riguardano, elezioni biennali e un budget dedicato.
La scelta che abbiamo davanti
L’incidente è una ferita per tutti, ma può diventare l’occasione per cambiare. Non servono rivoluzioni, bastano tre decisioni concrete che un’Amministrazione può prendere in pochi mesi. I soldi ci sono: sono quelli che oggi spendiamo per riparare i danni del degrado. Meglio investirli per dare voce a chi non l’ha mai avuta. Le strade non devono più essere l’unico spazio di socialità per i nostri ragazzi. Il futuro di Longiano può avere il suono di una caduta sull’asfalto o quello delle risate in un campo da gioco. La scelta è nostra. Il tempo è adesso.
Michele Fratellanza, cittadino di Longiano, ex presidente del quartiere di Budrio e Badia