In Terra Santa tra speranza e conflitto: il racconto dei giornalisti romagnoli su Icaro tv

“Oltre la polarizzazione, abbiamo raccolto le storie di chi resta”

da sinistra Armentano, Marchi, Guiducci, Mulazzani, Verlicchi, Zanotti

L’ultima puntata di “I Giorni della Chiesa” su Icaro Tv, condotta da Simona Mulazzani e Paolo Guiducci, ha offerto uno sguardo profondo e toccante su una terra “bella e martoriata”: la Terra Santa. In studio, quattro giornalisti della regione Emilia-Romagna hanno condiviso la loro intensa esperienza di un pellegrinaggio compiuto dal 12 al 15 febbraio, promosso dall’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) e accompagnato dal vescovo di San Marino-Montefeltro, monsignor Domenico Beneventi.

Un viaggio “impossibile” per raccontare la realtà

Francesco Zanotti, presidente regionale Ucsi e direttore del Corriere Cesenate, ha spiegato che l’idea del viaggio è nata dalla convinzione che “per raccontare bisogna esserci”. Nonostante i timori di molti, il gruppo ha scelto di visitare i “posti più caldi” per incontrare le “pietre vive”, ovvero le comunità cristiane che vivono quotidianamente la tensione della guerra. Zanotti ha descritto una realtà di muri in aumento e persone recluse in “prigioni a cielo aperto”, sottolineando come, dopo il 7 ottobre, la tensione sia diventata palpabile ovunque.

Oltre la polarizzazione: le storie di chi resta

Daniela Verlicchi (vicedirettrice del Corriere Cesenate per il Risveglio di Ravenna e segretaria UCSI) ha evidenziato la forte polarizzazione della società attuale, divisa tra ebrei e palestinesi. Tuttavia, ha rimarcato l’importanza di dare voce a chi sta “nel mezzo” e cerca la pace, trasformando i resoconti giornalistici in narrazioni di volti e storie concrete.

Samuele Marchi (vicedirettore del Corriere Cesenate per Il Piccolo di Faenza) ha raccontato il suo primo impatto con questa terra, parlando di come il viaggio abbia abbattuto pregiudizi e semplificazioni. È rimasto colpito dalla speranza dei giovani della parrocchia della Sacra Famiglia a Ramallah (Cisgiordania) che, nonostante il contesto geopolitico complesso, scelgono di restare per costruire un futuro.

Filomena Armentano (Il Ponte) ha condiviso il forte legame emotivo nato dagli incontri, descrivendo un’umanità ferita ma piena di dignità che si affida totalmente a Dio. Ha sottolineato come queste persone siano ormai diventate parte della sua vita.

Quattro parole che emergono da questo viaggio

Durante la trasmissione è intervenuto tramite video monsignor Domenico Beneventi, che ha sintetizzato il senso del pellegrinaggio attraverso quattro parole chiave: Incontro: con i luoghi e le storie che rigenerano la fede. Riconciliazione: con i dubbi e le contraddizioni del cuore. Scambio: di vicinanza e solidarietà. Speranza: per oltrepassare i muri e le resistenze.

Testimonianze dal campo: musica e carità

Il programma ha dato voce a diverse realtà locali attraverso interviste esclusive: Padre Bashar, parroco di Taybeh, villaggio palestinese e cristiano, ha descritto le difficoltà quotidiane causate dai checkpoint e dagli attacchi dei coloni israeliani estremisti, ribadendo però la volontà della Chiesa di continuare la sua testimonianza. Lucia D’Anna, violoncellista di Gerusalemme al Magnificat (la scuola di musica della Custodia di Terra Santa), ha raccontato come la musica sia uno spazio di coesistenza dove studenti cristiani, musulmani ed ebrei imparano a rispettarsi e a creare bellezza insieme. Padre Marcelo dell’Hogar Niño Dios di Betlemme ha commosso il pubblico parlando dell’accoglienza di bambini e adulti con gravi disabilità, abbandonati o in necessità, curati senza distinzione di fede o passaporto.

La responsabilità del giornalismo locale

In chiusura, gli ospiti hanno riflettuto sul ruolo della stampa diocesana. Francesco Zanotti ha ribadito la necessità di avere uno “sguardo globale” sull’uomo, consumando le suole delle scarpe per verificare la realtà di persona. Daniela Verlicchi ha ribadito l’importanza da parte dei giornali di “raccontare storie” capaci di parlare senza giudizio, con la forza dei fatti. Samuele Marchi ha annunciato un incontro pubblico a Faenza il prossimo venerdì 20 marzo alle 18 in Seminario (viale Stradone 30) per continuare a condividere questa testimonianza e contrastare la superficialità del dibattito pubblico. Armentano ha ribadito l’importanza di testimoniare quanto visto e raccolto da questo viaggio, con grande senso di responsabilità.

Nonostante l’incertezza del futuro, il messaggio finale è stato di ottimismo e responsabilità: continuare a raccontare la Terra Santa per farla sentire vicina alle comunità locali, con la speranza di poter presto tornare a camminare su quelle strade.