“Incontrare ogni giorno il Signore. Questa è la nostra risurrezione”, dice l’arcivescovo Caiazzo all’ultima catechesi di Quaresima

"Non di solo pane vivrà l'uomo" il tema che ha fatto da filo conduttore per cinque serate. Il link per rivedere e riascoltare la catechesi

Nella foto, il vescovo di Cesena-Sarsina, l'arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, questa sera nella chiesa di San Vittore per la quinta catechesi di Quaresima
Nella foto, il vescovo di Cesena-Sarsina, l'arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, questa sera nella chiesa di San Vittore per la quinta catechesi di Quaresima

Il presule questa sera ha commentato il brano del Vangelo letto ieri in tutte le chiese, quello della resurrezione di Lazzaro, l’amico di Gesù

Incontrare il Signore nella nostra vita

L’acqua, la luce, la resurrezione. Questo il percorso delle ultime serate di catechesi condotte dal vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, dalla chiesa di San Vittore di Cesena e trasmesse sui nostri canali social che hanno visto in ogni occasione migliaia di persone collegate. “La nostra resurrezione quotidiana – dice il presule – è incontrare il Signore nella nostra vita. Ogni giorno”.

I tanti segni compiuti da Gesù

L’incontro di Gesù con Lazzaro, morto da quattro giorni, non è miracolo, sostiene l’arcivescovo. È un segno, uno dei tanti compiuti da Gesù. “Segni di Dio vivente che opera nelle persone. Così come accaduto alle nozze di Cana, con il figlio del centurione, con la guarigione dell’infermo. Sono segni della misericordia di Dio”. Anche la moltiplicazione dei pani fu un segno. Non un miracolo, ma servì a Gesù per fare capire ai suoi discepoli che “chi si nutre di Lui nutre di conseguenza anche gli altri”.

Con il Signore c’è sempre speranza

Il vescovo parla di speranza che non si perde mai, se si sta con il Signore, come è capitato a Pietro che lo vide camminare sulle acque. O al cieco nato, cui Gesù rende la vita, perché la luce è Cristo stesso. La resurrezione di Lazzaro è l’ultimo segno di questo itinerario che ci conduce fino alla Pasqua, seguendo il Vangelo di Giovanni.

Si torna a Gerusalemme

Gesù decide che devono tornare a Gerusalemme. Lungo la strada, allora ci si fermava a Betania per riposare, per lavarsi, per mangiare. E ci si fermava a casa di amici, come è successo a Gesù, a casa di Lazzaro, Marta e Maria, i suoi amici. “Da loro – aggiunge il vescovo – Gesù era di casa e con lui i suoi discepoli. Gesù li amava, li portava nel suo cuore”, i tre fratelli.

Perché si manifesti la gloria di Dio

Quando dicono a Gesù che Lazzaro è molto malato, lui si ferma altri due giorni e quando quando gli arriva la notizia che era morto dice: andiamo. “Questa morte – prosegue monsignor Caiazzo – è perché si manifesti la gloria di Dio. Così come accadrà a Gerusalemme, dopo non troppo tempo. Allora Gesù si incammina per andare a visitare i suoi amici, per portare conforto, come accadeva a quei tempi e come accade anche oggi. Per portare anche sostegno economico”.

Vedere la vita con gli occhi di Dio. È la nostra resurrezione

Marta corre incontro al Signore. “Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto”. Rimprovera Gesù che le dice: “Io sono la resurrezione e la vita”. Commenta il vescovo: “Noi non viviamo la nostra esistenza solo in vista della resurrezione finale. Ognuno di noi risorge ogni volta che vede la vita con gli occhi di Dio. Io sono, dice Gesù. Credi tu questo? E Marta fa una professione di fede che supera quella di Pietro.

Nessuno si salva da solo

Gesù è molto arrabbiato con la morte, perché la morte viene dal male ed è segno di una vita sbagliata. E le conseguenze di queste scelte sbagliate ricadono sempre sugli ultimi, sui più poveri, come si vede accadere anche in questi giorni di guerra in Medio Oriente. “Gesù ha dato la vita – insiste l’arcivescovo – per chi ha perso la vita. Togliete la pietra, toglietegli le bende. Così Lazzaro passa dalla morte alla vita. Il grido di Gesù: Lazzaro vieni fuori indica che Gesù lo vuole togliere dalla morte che lo sta consumando. Per compiere questo percorso, Lazzaro, come ognuno di noi, ha bisogno dell’aiuto degli altri”. E commenta il vescovo: “Nessuno si salva da solo”.

Andiamo all’essenziale e al Mistero che si svela a noi

Maria, Marta e Lazzaro hanno fatto esperienza della vita e della resurrezione. “È quello che auguro a tutti voi, in vista della Pasqua – dice il vescovo in conclusione di catechesi -. Recuperiamo ciò che è nostro. Andiamo all’essenziale e al Mistero che si svela a noi attraverso segni”, come indicato questa sera. La luce di Cristo illumina il mondo, come rivivremo la notte di Pasqua. Ieri, oggi, sempre.

Appuntamento a lunedì 30 marzo

Al termine della catechesi l’arcivescovo Caiazzo ha dato appuntamento a tutti a lunedì prossimo, 30 marzo, per la celebrazione del sacramento della riconciliazione, nel santuario del Sacro Cuore di Martorano, a Cesena, sempre alle 20,30. La serata non sarà trasmessa in diretta sui nostri social.

Al link qui sotto si può riascoltare l’intera catechesi di questa sera, dalla chiesa di San Vittore di Cesena.

All’esterno, il post catechesi

Nella foto (di Floriana Tappi) qui sotto, il momento conviviale seguito alla catechesi con pagnotta pasquale di Mercato Saraceno e vino Sangiovese, come promesso dal parroco, don Claudio Canevarolo, al termine dell’intervento dell’arcivescovo Caiazzo.