La Romagna tra le aree più colpite dalla crisi della scuola: mancano insegnanti e tecnici. Allarme per sostegno e laboratori

Dopo i trasferimenti restano scoperte centinaia di cattedre in Romagna. La Cisl: «Servono assunzioni immediate per evitare un altro anno di supplenze». Forlì-Cesena la provincia con le maggiori carenze

Nella foto: Alessio Gaudioso, segretario Cisl Romagna per il settore scuola
Nella foto: Alessio Gaudioso, segretario Cisl Romagna per il settore scuola

Dopo le procedure di mobilità del personale docente, in Romagna restano scoperti 691 posti. La Cisl Scuola chiede assunzioni immediate per evitare un nuovo anno segnato da supplenze e carenze di docenti

Emergenza in Romagna

Le scuole della Romagna lanciano l’allarme in vista del prossimo anno scolastico: mancano all’appello 691 insegnanti tra Forlì-CesenaRavenna e Rimini. A fotografare la situazione è la Cisl Scuola Romagna, che chiede al Ministero interventi urgenti già dal prossimo 1° settembre. Se Forlì-Cesena registra il numero più alto di posti scoperti, Ravenna si distingue per il forte squilibrio nelle scuole elementari: su 93 posti vacanti alla primaria, 24 riguardano il sostegno agli alunni con disabilità.

Secondo il sindacato il rischio concreto è quello di un nuovo avvio d’anno scolastico segnato da supplenze, incarichi temporanei e continui cambi di docenti. Dei 691 posti vacanti romagnoli, 535 riguardano i posti comuni e 156 il sostegno. «I numeri della mobilità ordinaria ci dicono chiaramente che i meccanismi attuali non riescono più ad assorbire il turnover e a garantire la stabilità delle cattedre – dichiara Alessio Gaudioso, segretario generale della Cisl Scuola Romagna –. Parliamo di quasi 700 posti scoperti in sole tre province. Di fronte a questo scenario chiediamo immissioni in ruolo rapide, trasparenti e massive».

Sostegno in crisi

L’emergenza più delicata riguarda proprio il sostegno, soprattutto nella scuola primaria. In tutta la Romagna i posti scoperti dedicati agli alunni con disabilità sono 61 soltanto alle elementari, ma è a Ravenna che il fenomeno assume proporzioni particolarmente significative. Il sindacato denuncia da tempo il ricorso sistematico all’“organico di fatto”, cioè posti coperti ogni anno con supplenze anziché con assunzioni stabili. Una situazione che, secondo la Cisl, finisce per compromettere la continuità didattica degli studenti più fragili.

«Siamo davanti alla conferma drammatica di una nostra battaglia storica – incalza ancora Gaudioso –. Si continua a coprire il fabbisogno del sostegno precarizzando l’inclusione degli studenti più fragili. Gli alunni con disabilità aumentano ogni anno e hanno pieno diritto alla continuità didattica con docenti specializzati e stabili».

Le difficoltà non riguardano soltanto il sostegno. Nelle scuole medie della provincia di Ravenna mancano insegnanti di matematica e scienze, di inglese e di spagnolo, mentre alle superiori risultano particolarmente scoperte le cattedre legate alle discipline tecniche e scientifiche. Tra le situazioni più critiche emergono i posti vacanti nelle scienze e tecnologie elettriche, nelle discipline economico-aziendali e nei laboratori tecnici, settori considerati fondamentali per il tessuto produttivo romagnolo.

Tecnici introvabili. A Forlì-Cesena ci sono 284 posti vacanti

Il problema si estende al resto della Romagna, soprattutto a Forlì-Cesena, che registra il dato peggiore con 284 cattedre vacanti, e a Rimini, dove i posti scoperti sono 187. Qui a pesare è soprattutto la difficoltà nel reperire docenti tecnico-pratici per gli istituti professionali e tecnologici. Mancano insegnanti per i laboratori di informatica, meccanica ed enogastronomia, oltre a figure specializzate nelle lingue straniere e nelle materie scientifiche. Profili che, secondo la Cisl, preferiscono spesso il settore privato, dove stipendi e prospettive risultano più attrattivi rispetto alla scuola.

«Le nostre cattedre tecnico-pratiche e scientifiche restano vuote perché i concorsi ordinari nazionali non sono minimamente attrattivi per questi professionisti – spiega Alessio Gaudioso –. Se il Ministero non avvia un piano di reclutamento specifico e più snello, rischiamo di svuotare di significato i laboratori delle nostre scuole superiori».

La richiesta al Ministero

Da qui la richiesta finale rivolta al Ministero dell’Istruzione e del Merito: assumere rapidamente personale stabile attingendo dalle graduatorie dei concorsi e dalle Gps, adeguare l’organico del sostegno ai reali bisogni delle scuole e creare strumenti straordinari per attirare docenti nelle discipline tecniche e scientifiche. «Non possiamo permettere – conclude Gaudioso – che il peso delle inefficienze del sistema ricada ancora una volta sugli studenti romagnoli e sulle loro famiglie, ai quali deve essere garantita una scuola stabile ed efficiente fin dal primo giorno di lezione».