Cesenatico
La Siropack: un welfare aziendale pensato per le donne
L'idea dell'azienda guidata da Rocco De Lucia e Barbara Burioli. La copertura sarà di 350 euro all'anno
Un piano welfare per sostenere le lavoratrici nelle spese legate al ciclo mestruale e alla menopausa.
Punto Donna
L’hanno chiamato “Punto Donna”. Questo è quanto hanno ideato alla Siropack, l’azienda che ha sede a Bagnarola di Cesenatico i cui titolari, i coniugi Rocco De Lucia e Barbara Burioli, sono una fucina inesauribile di proposte in favore dei loro dipendenti/collaboratori. Punto Donna è il “nome del progetto -dicono dall’azienda in un comunicato inviato questa mattina alla stampa – a favore delle proprie lavoratrici, per sostenerle nelle spese legate al ciclo mestruale e alla menopausa”.
“Ci sembrava giusto intervenire in favore delle donne”, dicono De Lucia e la Burioli
“Dopo aver sviluppato negli anni piani welfare a sostegno delle famiglie, delle nascite, della salute, degli studi universitari per i figli dei nostri collaboratori, ci sembrava giusto intervenire contro quella che riteniamo una discriminazione di genere – spiegano i titolari di Siropack Rocco De Lucia e Barbara Burioli – nella nostra azienda non esiste differenza salariale tra uomini e donne, ma questo non è sufficiente pensando ai costi ingenti che le nostre collaboratrici affrontano ogni anno per il solo fatto di essere donne”.
Copertura di 350 euro all’anno
Considerando i costi legati alla fertilità (assorbenti, antidolorifici, ecc.), alla prevenzione (visita ginecologica, ecografie) ed alla menopausa (cure ormonali ecc.) Siropack ha stimato una copertura di 350 euro che verranno erogati annualmente, tramite un piano welfare stilato per le proprie lavoratrici.
I governi hanno fatto qualcosa, poi si è tornati indietro
“Solo due governi hanno introdotto negli ultimi anni misure rispetto al costo degli assorbenti, senza mai arrivare a una esenzione Iva completa – ricordano dalla Siropack -. Il governo Draghi la abbassò dal 22 al 10 per cento nel 2021, il Governo Meloni la ridusse ulteriormente al 5 per cento nel 2023 salvo poi non riconfermarla nella Legge di Bilancio del 2024 per valutazioni di impatto della misura in termini costi benefici. Ci auguriamo che l’attenzione delle forze politiche rimanga alta per arrivare all’esenzione Iva totale su questi presidi.
Uomini e donne devono sostenere costi diversi, a parità di salute
“Un lavoratore e una lavoratrice, a parità di stato di salute, affrontano costi ben diversi legati alla semplice appartenenza di genere – spiegano De Lucia e Burioli –. Per questo riteniamo sia giunto il momento di attuare azioni concrete, dando l’esempio lì dove il settore pubblico ancora non riesce ad intervenire in maniera incisiva”.
“Speriamo che altri ci seguano su questa strada”
Quindi, l’affondo finale, rivolto anche ai colleghi imprenditori: “Siamo convinti che i costi di cui l’azienda si farà carico saranno ampiamente ricompensati in termini di benessere psicofisico, fidelizzazione e inclusione del nostro personale. Per questo ci auguriamo che altre imprese sul territorio intraprendano questa strada”.
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