Diocesi
L’arcivescovo Caiazzo al Banco di solidarietà: “Benedico tutto quello che fate e ringrazio Dio”
Sabato scorso la visita in occasione della benedizione annuale. L'incontro con i volontari, tra cui alcuni studenti delle scuole superiori
Da tempo diversi ragazzi fanno volontariato al sabato pomeriggio. Un’occasione anche per alcuni tra quelli sospesi da scuola
La visita e la benedizione del vescovo
“Benedico tutto quello che fate e ringrazio Dio per quello che voi fate”. L’ha detto sabato scorso il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, in visita la Banco di solidarietà per l’annuale benedizione dei luoghi e dei volontari. Lo scorso anno fu uno dei primi luoghi visitati dal vescovo, arrivato da pochi giorni in Diocesi. Quest’anno si è ripetuta la visita alla vigilia della Domenica delle Palme.
Studenti del liceo “Monti” e giovani di Madonna del fuoco
Il presidente dell’associazione, Alessio Bonaldo, ha presentato alcuni adolescenti che almeno una volta al mese, grazie all’interessamento della prof di inglese del liceo “Monti”, Roberta Zoffoli, dedicano tempo in favore di altri. Così come capita ad alcuni ragazzi della parrocchia di Madonna del fuoco (Cesena). “È un’occasione per noi – hanno detto i giovani – per rendere un po’ di quello che abbiamo. Un modo per dare, ma anche per ricevere”. Al banco partecipano, di solito il lunedì, alcuni studenti sospesi dalle lezioni. Anche questo un modo per non sciupare il tempo, ha spiegato la volontaria Susanna, e per rendersi conto di ciò che è essenziale.
C’è più gioia nel dare…
Al pomeriggio ha preso preso parte una cinquantina di volontari che hanno ricevuto la benedizione del vescovo (foto qui sotto) presente anche padre Edmond, parroco di Calabrina (Cesena), territorio nel quale si trova la sede del Banco. Poi è stata la volta della consegna del pacco alle famiglie seguire, un’occasione unica di incontro e di condivisione. “Una mano stringe l’altra”, ha detto il presule, a fare intendere che l’aiuto è vicendevole. “C’è più gioia nel dare che ne ricevere”, come si legge negli Atti degli apostoli (20,35), con san Paolo che riporta una frase di Gesù.
