Diocesi
L’arcivescovo Caiazzo alla Messa per l’anniversario della fraternità di Cl: “L’obbedienza, il segno concreto di un popolo che si fida”
Durante la celebrazione sono stati ricordati il fondatore di Cl, don Luigi Giussani, e don Ezio Casadei per lunghi anni assistente ecclesiastico diocesano
Sabato pomeriggio il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, ha celebrato una Messa in Cattedrale, a Cesena, in occasione del riconoscimento della Fraternità di Comunione e liberazione, l’anniversario del fondatore don Luigi Giussani e di don Ezio Casadei, per lunghi anni assistente ecclesiastico di Cl, a Cesena. Con il presule hanno concelebrato l’assistente ecclesiastico diocesano, don Stefano Pasolini, don Onerio Manduca, don Gian Piero Casadei, don Giovanni Savini e don Mirco Bianchi. Sull’altare ha prestato servizio il diacono Luciano Veneri.
Di seguito pubblichiamo alcuni stralci dell’omelia pronunciata dal vescovo
Voi avete raccolto l’insegnamento di don Giussani
Ieri sera abbiamo ricordato don Oreste Benzi (cfr pezzo al link qui sotto) e stasera ricordiamo don Luigi Giussani: due sacerdoti che, nel nostro tempo, hanno attraversato nel nome del Signore questa storia e hanno segnato pienamente e profondamente, in modo particolare anche, questa nostra regione e dove voi in modo particolare ne siete una testimonianza di quello che loro hanno seminato e voi in modo speciale per quello che avete raccolto dall’insegnamento di don Giussani. E ogni insegnamento che c’è nella Chiesa, proprio perché è la Chiesa che ha ricevuto questa eredità, viene da Dio ed è Dio che parla ed è Dio che si rivela ed è Dio che usa il linguaggio adatto al momento opportuno e nel tempo opportuno, nonostante l’uomo, nonostante le scelte degli uomini che spesso e volentieri sono esattamente il contrario di ciò che Dio dice e di quello che Dio vuole dare all’uomo.

L’obbedienza, il segno concreto di un popolo che si fida
Se ci pensate, l’opera di don Giussani, e voi me lo insegnate perché lo conoscete meglio di me, ho imparato a conoscerla soprattutto da quando sono vescovo perché tutti i 21 febbraio dovevo celebrare la messa a Matera e ho imparato a conoscerla un tantino. Ma don Giussani che cosa ha insegnato? Una delle cose fondamentali che ha insegnato, e che è fondamentale qui per il cammino della fraternità, è l’obbedienza e dove c’è l’obbedienza non si sbaglia perché l’obbedienza è il segno visibile concreto di un popolo che si fida. E di chi ti fidi? Dell’uomo no, ti fidi di Dio, ma Dio parla e agisce attraverso gli uomini che Lui ha scelto, che Lui ci ha indicato, che Lui ha posto in mezzo a noi e che sono il segno della Sua presenza, sono il segno del Suo parlare per cui ci indica giorno dopo giorno, sempre di più, allora che cosa significa camminare, camminare.
Don Giussani e don Ezio come nuovi Mosè
Quello che Dio ha fatto ieri continua a farlo oggi in un modo nuovo perché i tempi sono cambiati nella realtà nuova perché ci sono i nuovi Mosè che il Signore ci ha dato; e uno di questi Mosè si chiama don Giussani, lo stesso don Ezio, che io non ho conosciuto, se voi lo ricordate stasera, noi lo ricordiamo, evidentemente ha avuto un’importanza non indifferente all’interno di questa fraternità, così come anche questi confratelli sacerdoti, che il Signore ha suscitato anche come punti di riferimento per la nostra vita ma che sono a servizio della Chiesa e dell’intera Chiesa per il ministero che comporta il sacerdozio. Ecco allora stasera noi dobbiamo avere soprattutto questo atteggiamento e questo sentimento interiore che diventa gratitudine a Dio. Grazie Signore.
Il Papa verrà al Meeting di Rimini, l’anno prossimo
Non immaginate che se l’anno prossimo come oggi fossimo il doppio di quanti siamo stasera significherebbe che ognuno di noi è riuscito a portare un altro. La fraternità non si ferma. L’evangelizzazione della Chiesa non si ferma, l’evangelizzazione continua coscienti che viviamo in un mondo di peccato, ma coscienti ancora di più che la grazia di Dio è più grande del peccato del mondo perché il Signore fa nuove tutte le cose e proprio ora sta nascendo, non te ne accorgi, direbbe il profeta, proprio adesso sta nascendo e noi vogliamo guardare stasera proprio a questo, a quello che Signore sta facendo nascere. Quindi mi raccomando l’anno prossimo, se ognuno di voi non porta un altro io ci non vengo. E poi un po’ vi siete gasati perché stato detto che il Papa verrà al Meeting di Rimini. Dobbiamo pregare per il Papa e per questo pellegrinaggio che farà per l’intera Italia, incominciando dal santuario mariano di Pompei.
Preghiamo per il Papa, per il vescovo, per i preti, per i diaconi, per le vocazioni
Non dimentichiamoci di pregare per il Papa, di pregare per il vescovo, di pregare per i sacerdoti, mica solo per “loro”, capisco però che loro sono più raccomandati da parte vostra, ma di pregare per i sacerdoti, di pregare per i diaconi, di pregare perché il Signore ci dia sante vocazioni, santi sacerdoti, capaci di essere profeti in questo tempo, come don Giussani. Così sia.
Di seguito la photogallery di Pier Giorgio Marini
