Diocesi
L’arcivescovo Caiazzo alla terza catechesi di Quaresima: “Anche noi siamo schiavi di tanti idoli”
"Guardiamo quello che succede in questi giorni in Medio Oriente - aggiunge il presule -. L'idolo del potere. Poi ci sono quelli dell'avere, del denaro, del sesso, della parrocchia, del gruppo, del prete e anche del vescovo"
Tanta gente anche questa sera nella chiesa di San Vittore di Cesena. Il commento al brano del Vangelo sulla samaritana che Gesù incontra al pozzo di Sicar. Il cristiano o è un innamorato dell’Amore o è infelice
Dopo l’incontro con Cristo uno lascia tutto e va
Perché la samaritana va al pozzo verso mezzogiorno? Se lo è chiesto questa sera il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, durante la terza catechesi di Quaresima dal titolo “L’incontro di Gesù con la samaritana”. “Va a quell’ora perché si vergogna del suo passato. Il suo vissuto le pesa e non vuole incontrarsi con nessuno”. Poi, invece, dopo l’incontro con il Signore che le fa sperimentare un’acqua nuova, lascia la sua brocca che rappresenta quello che finora è stata la sua vita con cinque mariti e ora un altro uomo, e va in città ad annunciare a tutti che ha incontrato il Signore.
Come Nicodemo, dobbiamo rinascere
“Gesù è venuto per tutti – dice l’arcivescovo -. Lui, che è Parola stessa di Dio, cammina per le nostre strade. Ma noi, come Nicodemo, dobbiamo rinascere di nuovo per accorgercene. Siamo distratti. Il pozzo è un luogo di incontri. Gesù infrange le regole: parla con una donna, per di più samaritana. Tra loro due scoppia un rapporto d’amore meraviglioso”.
Tanti i nostri idoli
La donna si è donata a cinque uomini senza mai sperimentare la forza dell’amore, insiste il vescovo. Tanti sono gli idolo che noi tutti abbiamo e “anche noi ne siamo schiavi. Per primo il potere, come vediamo in questi giorni in Medio Oriente. Il linguaggio, a volte peggiore dei missili”. L’idolo del dire: qui comando io, che prende un po’ tutti. Poi quelli “dell’avere, del denaro, del sesso, degli affetti malati, della parrocchia, del prete, del gruppo, del vescovo, del marito e della moglie, dei figli”. Ce n’è di cui pensare, “anche per una buona confessione”.
La samaritana ritrova la sua dignità di donna
La samaritana, fa notare monsignor Caiazzo, “lascia la brocca e va. La brocca rappresenta il suo passato. Lei, finora, non aveva attinto al pozzo più importante. A noi tutti ci salva solo un cibo di vita eterna. Quante brocche dovremmo lasciare? Lei, la samaritana, va in mezzo alla gente. Si sente liberata, dopo l’incontro con Cristo. Ha ritrovato la sua dignità di donna. Il Signore ci libera, quando incontriamo l’Amore”. Da questo incontro “nasce la testimonianza. Abbiamo bisogno di testimoni credibili. Il cristiano o è un innamorato dell’Amore o è infelice”.
Tocca a noi proseguire la missione di Cristo
Gesù ripeterà la stessa frase “Ho sete”, sulla croce, come disse alla samaritana. “Il Signore ha sete di me -conclude l’arcivescovo Caiazzo – vuole dare a me ciò che ha ricevuto dal Padre perché io continui la sua missione. Oggi vale per me e per noi nella nostra Samaria, qui a Cesena-Sarsina”.