Laura Pausini conduce Sanremo. Il parroco di Solarolo: “Non ha perso l’accento del cuore”

Tutta la Romagna sta facendo il tifo per "la Laura", schietta, solare, instancabile

Carlo Conti e Laura Pausini a Sanremo 2026 (dalla diretta RaiPlay)

Era il febbraio 1993 quando una timida adolescente romagnola conquistava la sezione “Nuove proposte” del Festival della canzone italiana.

Solarolo al centro del mondo

Oggi, a distanza di 33 anni, con la conduzione di quello stesso Festival, per Laura Pausini si chiude un cerchio iniziato con “La solitudine” e quel treno delle 7.30 che ancora oggi parte dalla stazione ferroviaria di Solarolo. Già. Grazie a Laura, questo piccolo paese della Romagna faentina è diventato noto in tutto il mondo e, da qualche mese, meta di visite dei fan, non solo per la casa-museo.

Schietta, solare e instancabile

Forse è questo l’elemento più sorprendente: non ci si rende conto della popolarità di questa cantante che ha iniziato nel coro parrocchiale e ora è la solista più conosciuta al mondo. Le sue canzoni risuonano anche nelle trattorie sperdute delle montagne del Messico. Per chi la conosce, Laura rimane sempre quella ragazza, ora donna, che ha messo a frutto uno dei talenti che le è stato donato: la voce. Laura e le sue canzoni possono piacere o meno, ma è indiscusso che lei viva con lo spirito della nostra terra: schietta, solare e instancabile.

La diva della porta accanto

Dopo l’esperienza all’Eurovision Song Festival, ieri è iniziata la conduzione del Festival di Sanremo. Solarolo, insieme a tutta la Romagna, sta facendo il tifo per «la Laura», la sua «diva della porta accanto». Ci auguriamo che, ancora una volta, possa dimostrare come, partendo da un piccolo paese, si possa arrivare ovunque senza perdere l’accento del cuore.

Tiziano Zoli, parroco di Solarolo