L’estate ad Alfero, alla ricerca di sé stessi

Eugenio Bucherini scrive al direttore. Oltre il caldo torrido e il divertimento a ogni costo, ci può essere anche altro

La croce della pace che sovrasta Alfero. Località Pian di maggio
La croce della pace che sovrasta Alfero. Località Pian di maggio

I ritmi lenti dell’Appennino per salvarsi da una mentalità che rincorre miti e cercare di vivere le relazioni tra persone

Un nuovo equilibrio interiore

Caro direttore, in questa estate “bollente” per le alte temperature, apprezzate anche a 700 metri sul livello del mare, ho sperimentato in questi piccoli borghi del nostro Appenino, lontano da località turistiche rinomate, un nuovo equilibrio interiore. Alfero, in territorio di Verghereto, è un piccolo paese, con abitanti residenti che non superano le mille persone. Ha il merito di essere immerso in una valle abitata soprattutto da grandi alberi, castagni secolari, che ne fanno il “suo” polmone naturale. Il turismo attualmente espresso in questa località, non è più florido ed attivo come quello vissuto in anni trascorsi. Oggi, vive nel ricordo vacanziero, di un passato non più proponibile per l’attuale contesto sociale. Viviamo in una società figlia di social, di divertimenti mordi e fuggi e di consumi sfrenati, con l’obiettivo di sentirsi storditi e narcotizzati da sfrenate trasgressioni, figlie del divertimento mai sazio del nostro tempo.

Un luogo per apprezzare il riposo

Come contro-altare purtroppo o per fortuna, i ritmi lenti attuali di Alfero e dintorni, ti permettono di apprezzare maggiormente un riposo estivo, vissuto come una vera pausa dalle fatiche del quotidiano per il nostro corpo. Ma sappiamo bene, per esperienza, come il nostro benessere, per essere tale, deve trovare un equilibrio fra il corpo e lo spirito. Anche la medicina cinese oltre alla Bibbia ci spingono a non cercare e respingere l’idolatria del piacere (Ef 5, 3-5) per il rischio di ampliare il nostro vuoto interiore. Allora la ricerca di “altro”, ci permette di sperimentare una nuova routine che si può apprezzare nella semplicità della natura che ci circonda, gustando delle piccole cose e di ringraziare della possibilità che abbiamo per poterle sperimentare. Questo lo si può fare, quando si è capaci di dare spazio ad “altri” piaceri, presenti nei rapporti relazionali, vissuti attraverso incontri interpersonali o interiormente nella preghiera nell’incontro con il nostro Signore.

Facciamo scelte figlie della fretta

Molte persone sperimentano grandi squilibri interiori che li portano a fare scelte di vita improprie figlie della fretta, che il nostro quotidiano, purtroppo ci obbliga a fare, stravolgendo la propria vita. Ritrovare la serenità con se stessi approfittando della vacanza, per entrare nel nostro spazio interiore, dovrebbe farci capire e sperimentare che il silenzio e la solitudine aprono il cuore all’ascolto dell’Assoluto. Proprio come è successo al profeta Elia descritto nel primo libro dei Re (Re 19,9a 11-13a), non nel vento impetuoso, non nel terremoto, non nel fuoco, ma nel “sussurro di brezza leggera, ti ho incontrato”. Non ti prometto che ad Alfero avrai la fortuna di Elia, ma ti consiglio di fermarti e nella quiete, magari della castagneta o nella chiesa parrocchiale di Alfero che puoi osservare nella immagine qui sotto e di ascoltare, che il silenzio ti restituisca la tua vera identità. E in quella quiete la tua anima possa riscoprire ciò che conta davvero, toglierti di dosso le maschere che non ti appartengono e vedere realmente la persona che solo il tuo cuore può riconoscere. Alfero ti aspetta.

Eugenio Bucherini