Cesena
Marco Rizzo al Festival malatestiano della Libertà: “L’economia comanda sulla politica”
Al Palazzo del Ridotto, il coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare ha parlando di guerra, Occidente ed economia
È iniziato nel tardo pomeriggio di oggi, dopo le premiazioni del concorso letterario “Racconti emiliano romagnoli”, il Festival malatestiano della Libertà, promosso da Nazione Futura, Valori e Libertà, Labora, con il contributo di Confcommercio Cesena (vedi notizia al link sotto).
Libertà e Occidente
Il primo panel, sul tema “Libertà e Occidente”, al palazzo del Ridotto, si è aperto con un ricordo da parte di Francesco Giubilei, anima della manifestazione, del giornalista Roberto Arditti, nella scaletta dell’incontro odierno, ma morto prematuramente lo scorso 2 aprile. Sul tema, moderati dal giornalista Emanuele Chesi, sono intervenuti l’editore Michele Silenzi, Giovanni Sallusti, direttore di Radio Libertà, Pasquale Ferraro, firma de Il Riformista, e Marco Rizzo, fra i fondatori del Partito dei Comunisti Italiani, ora coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare.
Guerra e pace
L’attesa e gli applausi dei presenti sono stati soprattutto per quest’ultimo. Tanti i temi trattati, a partire da un cenno alla politica internazionale: “Viviamo in un periodo storico complesso – ha detto Rizzo -. Martedì scorso sono andato a letto preoccupato per l’ultimatum di Trump all’Iran. Dalla crisi missilistica di Cuba non siamo mai andati così vicini all’ipotesi di guerra nucleare. La pace deve essere la priorità”. Purtroppo anche la comunicazione alimenta la guerra e l’odio: “È un elemento strategico che può intaccare la libertà. È come avere un’arma in tasca. Può rovinare delle persone”.
Crisi valoriale
Poi l’Occidente, vincitore della Guerra Fredda, da “forte dei suoi principi, oggi si trova in una crisi valoriale“, rappresentata anche dalla cosiddetta cultura woke. Per assurdo, secondo Rizzo, “ora il trittico Dio-patria-famiglia è più in auge in Russia che in Occidente”.

“A sinistra ci sono stalinisti senza Stalin”
Da qui, diverse stilettate alla sinistra, soprattutto italiana: “La sinistra vera, popolare, pensava davvero al sol dell’avvenire, sentendosi superiore nel fare il bene collettivo”. Ora, per il coordinatore di Democrazia Sovrana Popolare, “ci sono stalinisti senza Stalin. Hanno mantenuto il senso di superiorità, ma senza idee”. Rizzo ha ricordato di essere originario di Borgo Vittoria (Torino), “un quartiere rosso e proletario. Oggi, dove c’era il palazzo del Partito Comunista, c’è una banca“.
Popolo ed elite
Sul banco degli imputati, proprio l’economia e la finanza, che “comandano sopra la politica” e che avrebbero provocato una “regressione del ceto medio”, mentre “le banche, negli ultimi tre anni, hanno registrato 141 miliardi di profitti, a fronte di una manovra finanziaria che viaggia sui 22 miliardi di euro”. Per il politico, oggi “il vero scontro deve essere verticale, fra il popolo e l’elite (del mercato, ndr), non fra destra e sinistra”.
