Nicola Barbarossa danza e gusta la vita

Il giovane di Calisese (Cesena) premiato ieri sera dal Rotary club Valle del Rubicone presieduto da Andrea Prati

Nicola Barbarossa premiato ieri sera dal Rotary club Valle del Rubicone. Nella foto, da sinistra: il sindaco di Gambettola, Eugenio Battistini, il presidente del Rotary club Valle del Rubicone, Andrea Prati, Nicola Barbarossa, Heidi Pasini, il vicedirettore generale di RomagnaBanca, Andrea Gozi, e il sindaco di Longiano, Mauro Graziano
Nicola Barbarossa premiato ieri sera dal Rotary club Valle del Rubicone. Nella foto, da sinistra: il sindaco di Gambettola, Eugenio Battistini, il presidente del Rotary club Valle del Rubicone, Andrea Prati, Nicola Barbarossa, Heidi Pasini, il vicedirettore generale di RomagnaBanca, Andrea Gozi, e il sindaco di Longiano, Mauro Graziano

Il danzatore è partito da casa a 11 anni. Una vita di sacrifici e anche di soddisfazioni. Il ruolo della famiglia e degli inizi, con Heidi Pasini

Nicola Barbarossa emana luce. Così la sua maestra Heidi Pasini ha descritto la ragione che rende speciale il giovane danzatore premiato ieri sera, giovedì 19 febbraio, al ristorante Antiche Macine di Montalbano (Santarcangelo) dal Rotary club Valle del Rubicone.

Un sogno diventato realtà

“Non è detto che chi ha talento e doti fisiche abbia anche quella luce speciale che ha Nicola”  ha sottolineato a più riprese Pasini.  Tanto speciale da essere stato notato  a soli 9 anni da Frederic Olivieri, direttore dell’Accademia teatro alla Scala di Milano, dove poi è entrato, a soli 11 anni, lasciando casa e famiglia per avventurarsi nel mondo che tanto sognava.

Quel sogno oggi è diventato realtà. Il giovane danzatore partirà il 3 marzo per due settimane con la compagnia di Roberto Bolle, Artedanza, e la produzione “Caravaggio” . In programma tappe nei principali teatri italiani, tra cui il Teatro degli Arcimboldi di Milano, il Regio di Torino e il Carlo Felice di Genova. In elenco anche l’Hong Kong Arts Festival, e – ancora in Italia – il comunale di Bologna e il teatro lirico di Cagliari.

In partenza con Roberto Bolle

C’è già una carriera fulgida alle spalle del danzatore, 27 anni, di Calisese di Cesena, origini ucraine, nato artisticamente alla scuola di Heidi Pasini, coreografa e fondatrice del laboratorio  di danza e teatro  di Longiano.

Dopo il diploma alla Scala, inizia l’esperienza professionale al Wiener Staatsballett dell’opera di Stato di Vienna, sotto la direzione di Manuel Legris, Étoile dell’Opéra di Parigi. Con la compagnia ha affrontato tournée internazionali, tra cui Tokyo, Osaka e San Pietroburgo. Durante il periodo della pandemia, a seguito della chiusura dei teatri, viene notato a Vienna dalla direzione del Los Angeles Ballet, che gli propone di partecipare a una tournée in California con la produzione de Lo Schiaccianoci. Poi l’ingresso nel Balletto di Roma, e i viaggi in Cina contribuendo a tournée nel Paese. L’incontro con Roberto Bolle è l’attualità.

Partire a 11 anni

“Non è stato facile dover prendere la decisione di andare via a 11 anni. Mi ricordo ancora l’angoscia – ha raccontato lui stesso durante la serata rotarianadi trovarti davanti una cucina vuota, con il pensiero di doverti fare da mangiare o la lavatrice, chiamando la mamma disperato senza sapere esattamente che fare”.

“Mi è stato chiesto cosa volesse dire studiare all’Accademia del Teatro alla Scala – ha aggiunto -. Loro non hanno davanti Nicola, come io sono stato qui descritto, ma un numero. È la famosa legge del più forte che ti  porta a dubitare di te stesso, della tua bravura, della tua luce. Ti porta a chiederti chi esattamente tu sia, sia fisicamente, quindi sul piano estetico, che psicologicamente, come essere umano.  E non avrei mai potuto affrontare niente di tutto questo senza veramente l’amore di Heidi e dei miei genitori. Grazie di cuore. In una società come oggi, dove ci sono molti giovani in difficoltà, che fanno fatica ad accettare se stessi, che fanno fatica ad alzarsi e dire io valgo, io ho sempre avuto con me qualcuno che non ha mai smesso di crederci.

Heidi Pasini: “giratore e saltatore” con una luce speciale

Un racconto che a sentirlo direttamente dalle labbra del protagonista sembra di viverlo, fatica compresa.  Ma la fatica – a  guardarlo danzare  – lui sembra non  avvertirla tra un giro e un salto, e invece è fondamentale per allenare i muscoli, vero motore del suo lavoro, unito alla precisione e alla potenza  che in lui esplodono particolarmente nel giro e nel salto. “È un giratore e un saltatore”, lo ha descritto Heidi Pasini presentandolo ai soci rotariani  “ma soprattutto una persona che porta luce a chi lo guarda”.

“La stessa che brillava anche quando a tre anni la mamma lo ha portato da me – ha ricordato ancora l’insegnante – . Da allora non ci siamo mai lasciati, la famiglia si  è affidata e fidata, e lui oggi è per me un pezzo di cuore e una parte importante della nostra scuola. Ringrazio il Rotary che ha valorizzato la danza, arte ritenuta di nicchia e spesso poco considerata”.

“Lo accompagnai al laboratorio di danza – ha quindi raccontato  la mamma Rita Campagna presente insieme al papà Luciano –  perché saltellava continuamente sulle punte dei piedi,  quando ancora non camminava e non parlava”.

Alla serata hanno partecipato anche il sindaco di Gambettola Eugenio Battistini, il sindaco di Longiano Mauro Graziano, e il vice direttore di RomagnaBanca, sponsor del Premio, Andrea Gozi.

I talenti del territorio premiati dal Rotary Valle del Rubicone

Il danzatore, accompagnato da Alice Fenu, anche lei danzatrice, compagna di palcoscenico e nella vita, è entrato nell’albo d’oro del Premio Giovani Talenti 2026 del Rotary Club del Rubicone. Lo hanno preceduto, nelle corse edizioni, Barbara Bergamini, Luca Marconi, Matte Signani, Vittoria Tosi, Luca Ceccarelli, Roberto Lucchi, Francesca Ricci, Carmine Buschini, Alberto Della Pasqua, Giulia Gori, Francesco Rossini (Frank Cole), Valerio Braschi, 6° Masterchef, Alessandro Salaroli, Lorenzo Savadori, Diego Zamagni, Cristian Agostini.

Il premio consegnato in questa annata rotariana 2025-2026 presieduta da Andrea Prati, va “alla determinazione, al coraggio e alla forza interiore con cui Nicola ha inseguito un sogno – ha spiegato il presidente della Commissione Premi Maurizio Urbini – la dimostrazione concreta che nessun sogno è troppo grande se ci si crede davvero. Una testimonianza che ispira e dà speranza”.

Da sinistra, nella foto: Maurizio Urbini, Andrea Prati, Nicola Barbarossa, Andrea Gozi e Giancarlo Biondini

“La scultura di Roberto Forlivesi per augurarvi il gusto della vita”

A simboleggiarlo, una scultura dell’artista gambettolese Roberto Forlivesi che rappresenta un granello di sale bianco visto al microscopio, ha sottolineato il vicepresidente del club Giancarlo Biondini “simbolo di ciò che ha valore e resiste nel tempo. Come il giovane talento che nasce come qualcosa di quasi impercettibile e fragile, che ha bisogno di passione e disciplina per formarsi e accendersi davvero. L’augurio per chi lo riceve  nel suo percorso, perché i nostri giovani possano essere sono il sale della terra, portatori di speranza e capaci di portare valore al mondo perché questo granello di sale simboleggia il gusto della vita che auguriamo loro di assaporare”.