“Ora esplode la voce”: un grido collettivo contro la violenza sulle donne

L'imperativo: migliorare la condizione di tutte le possibili vittime

Un momento della conferenza stampa svoltasi ieri in Comune
Un momento della conferenza stampa svoltasi ieri in Comune

I membri della “rete antiviolenza” del territorio di Cesena e dell’intero cesenate presentano gli eventi e le iniziative dal nome “Ora esplode la voce” in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre. Forniti i dati dell’Ausl, del Centro donna e del Centro antiviolenza del Comune di Cesena e dello Sportello antiviolenza Alba di Savignano. L’obiettivo collettivo è quello di tutelare le donne vittime di violenza e permettere loro di riprendersi la propria libertà.

Un insieme di eventi sulla violenza di genere

Nel corso della conferenza stampa, tenutasi ieri, è stato presentato il calendario degli appuntamenti organizzati nel cesenate contro la violenza sulle donne (cfr il pezzo al link qui sotto). “Ora esplode la voce” è il titolo del programma di iniziative ed eventi organizzati dal territorio di Cesena e dell’intero cesenate in vista del 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne. Sulla scia di quanto già realizzato nel 2024, l’iniziativa propone spettacoli, incontri, mostre e momenti di riflessione dedicati alla sensibilizzazione, alla prevenzione e al contrasto della violenza di genere.

Un’iniziativa della “rete antiviolenza del territorio”

L’iniziativa coinvolge diversi comuni del nostro territorio: “Il progetto – ricorda Giorgia Macrelli, assessora alle Politiche delle differenze del Comune di Cesena – prevede eventi e azioni che, come rete antiviolenza del territorio, portiamo avanti da anni, con sempre maggiore coesione. L’obiettivo è quello di coinvolgere sempre più soggetti in questo percorso che mira a fornire una risposta univoca al fenomeno della violenza di genere, che tocca varie parti della nostra società e riguarda donne di ogni estrazione sociale, età e provenienza. I dati Eurostat del 2024 hanno rivelato che una donna su tre ha subito una violenza, fisica, psicologica o sul lavoro e quello che cerchiamo di fare ogni giorno è contrastare e combattere questa situazione”.

I numeri dell’Ausl

Riflettere sul tema della violenza di genere si rivela sempre più importante, capire come accogliere, proteggere e accompagnare le donne che ne sono vittime diventa una priorità. “I numeri non ci rasserenano – dice Paola Ceccarelli, direttrice del distretto sanitario Cesena/Valle del Savio – anzi, il fenomeno non si sta ridimensionando nonostante gli sforzi. I dati raccolti nel 2025, fino a questo momento, riconfermano quanto visto l’anno scorso, con un leggero aumento: sono stati otto gli abusi sessuali, sei su donne e due su uomini, atti commessi nel contesto familiare e nei comuni ambienti di vita. Ad oggi, sono stati circa 70 gli accessi in pronto soccorso per violenza fisica e una cinquantina i referti psicologici“.

Il lavoro del Centro donna e del Centro antiviolenza

Rinnovando il loro impegno ad assicurare accoglienza, ascolto e protezione a tutte le donne vittime di violenza, il Centro donna e il Centro antiviolenza del Comune di Cesena hanno illustrato i dati relativi all’attività svolta nei primi nove mesi del 2025. Da gennaio a settembre 2025, sono state 165 le donne che si sono rivolte ai due centri comunali, 95 le donne prese in carico dal Centro antiviolenza. Di queste 95 donne (80% di nazionalità italiana), il 68% ha contattato il centro per la prima volta, mentre il 31% segue percorsi dagli anni passati. La maggior parte di queste donne (66,3%) è madre, al contrario, il 25,3% non ha figli e per l‘8,4% la condizione familiare non è stata rilevata. Per quanto riguarda le denunce, solo il 28,4% ha dichiarato di aver presentato denuncia o querela per violenze. In merito ai referti medici per violenza, solo il 18% di queste donne ha detto di aver fatto una certificazione sanitaria e psicologica. Per quanto riguarda gli autori delle violenze, si confermano alcune tendenze: nel 31% dei casi è il coniuge, per il 10% il convivente, per il 3% il compagno, il 2% il datore di lavoro o un collega, il 2% un professionista a cui la donna si è rivolta. Nel 3% dei casi è un parente, per il 5% il figlio o la figlia, per il 5% un genitore, per un altro 5% uno sconosciuto e per il 7% un conoscente.

Claudia Gatta, coordinatrice del Centro antiviolenza, dice che “Le donne, nel nostro territorio stanno emergendo. Ci sono picchi di emersione quando si presenta un evento nazionale di femminicidio: se ne parla molto e le donne tendono a farsi avanti. Un comportamento tipico delle donne che si rivolgono al Centro è quello di non voler fornire informazioni, spesso non vogliono dire il proprio nome e soprattutto quello dell’autore della violenza. In questo caso il Cav rispetta questa volontà, perché uno degli aspetti essenziali su cui si basa il rapporto tra il Centro e le donne che ospita è la fiducia“.

Dare voce alle vittime di violenza

Un punto di particolare rilevanza riguarda la paura di denunciare. Nell’ottica di sostenere e tutelare le vittime di violenza, tutti sono invitati a farsi avanti per dare voce a chi non può farne uso. “Spesso le donne hanno paura di farsi avanti, di denunciare – sottolinea Monica Rossi, presidente dell’Unione dei comuni Valle Savio -, possono farlo anche i vicini di casa. Tutti possono intervenire e collaborare, anche attraverso una semplice segnalazione“.

“Circa la metà delle donne che si rivolgono allo sportello – aggiunge Paola Graffieti dello Sportello antiviolenza Alba di Savignanointerrompe il percorso di supporto. Queste donne si limitano a chiedere un confronto, vogliono essere ascoltate. Al 31 ottobre sono state 45 le donne che hanno fatto accesso allo sportello, in linea con il trend annuale, nel 2024 sono state 60 in tutto l’anno. I 2/3 sono italiane, tra i 30 e i 40 anni, con un lavoro a tempo indeterminato, che subiscono violenze fisiche, psicologiche ed economiche. La maggior parte di queste donne richiede un consulto legale”.

Tania Bocchini: “Dobbiamo far esplodere la nostra voce”

“Parlarne – dice Tania Bocchini, presidente dell’Unione Rubicone e Mare – trovare i canali per raggiungere il maggior numero di persone e sentirci sempre di più un popolo di donne è assolutamente importante. Siamo un popolo nella misura in cui abbiamo subito e stiamo subendo condizioni di minacce e di disagio, quindi, come chiama la nostra manifestazione, dobbiamo far esplodere la nostra voce per migliorare le condizioni di tutte le donne“.