Parco eolico Monte Comero, la posizione del Comune di Bagno di Romagna

Il sindaco Enrico Spighi: "La transizione energetica non può avvenire contro i territori che la ospitano, ma con essi. Vengano rispettate identità e comunità"

Panoramica dal monte Comero (foto archivio Sa.L.)

Una posizione chiara, non pregiudiziale o ideologica“, dice l’Amministrazione comunale guidata da Enrico Spighi

Un territorio da difendere

Il Comune di Bagno di Romagna conferma la propria contrarietà al progetto del Parco Eolico Monte
Comero
così come oggi concepito, rivendicando il dovere di difendere un territorio che vive di paesaggio, natura e turismo. Una posizione chiara, tuttavia non pregiudiziale o ideologica.

Tagli di alberi, passaggi di mezzi eccezionali ed espropri

Come ribadito dal sindaco Enrico Spighi con una nota per la stampa, è una contrarietà “a un progetto che avrà un impatto dannoso per il territorio di Bagno di Romagna come immagine turistica, di impatto paesaggistico ed ambientale e sulle prospettive socioeconomiche del tessuto locale”.
Nella lettera inviata ieri a Regione, Arpae e Governo, “l’Amministrazione segnala che la logistica proposta interesserà in maniera dirompente l’intero territorio comunale – precisa la nota – con area di stoccaggio al Terme Club, allargamenti stradali con taglio di alberature e pali di illuminazione pubblica, passaggi di mezzi eccezionali nei centri abitati e nuova viabilità d’altura sul Monte Còmero, “con l’esproprio di tutte le aree private coinvolte”.

Una trasformazione che rischia di compromettere per anni la vocazione turistica e naturalistica, con ricadute dirette su imprese e residenti.

Turismo sostenibile, residenzialità giovanile e rilancio socioeconomico. Il paradosso

L’Amministrazione “ritiene altrettanto paradossale che un intervento di questa natura giunga nel pieno di un percorso nazionale che riconosce e valorizza le aree interne e l’ambito montanoprosegue l’amministrazione comunale di Bagno di Romagna -. Negli ultimi anni, tramite le politiche governative dedicate all’Appennino, l’Italia ha scelto di puntare su turismo sostenibile, residenzialità giovanile e rilancio socioeconomico delle zone di crinale. Prevedere adesso la realizzazione di cantieri industriali invasivi nelle immediate vicinanze di foreste protette, parchi naturali e siti SIC appare in evidente contraddizione con l’impianto strategico che lo stesso Stato sta mettendo in campo. È una valutazione che questa Amministrazione ritiene necessario sollevare con chiarezza”.

Sul sito l’elenco degli espropri

Il Comune denuncia inoltre una prassi inaccettabile nella gestione del procedimento: ancora una volta notifiche e atti arrivano a ridosso delle festività, tra Natale e Capodanno, replicando quanto già accaduto in pieno agosto. Una tempistica che, pur formalmente corretta, appare come un “mal celato” tentativo di restringere i tempi utili a cittadini e istituzioni per analizzare documenti e difendere i propri diritti.

L’Amministrazione ha pubblicato sul proprio sito la lista delle proprietà destinate a esproprio. I soggetti direttamente interessati potranno presentare osservazioni e opposizioni entro il 16 febbraio.

“Sì a soluzioni logistiche alternative”

Pur mantenendo questa posizione decisa, Bagno di Romagna non si pone in un atteggiamento di muro contro muro. Il Comune ricorda di essere “pienamente favorevole allo sviluppo delle energie rinnovabili come suggerito dall’inizio del percorso per la costituzione di una Cer” e disponibile a valutare “soluzioni logistiche alternative che non producano tali impatti sul nostro territorio o, se necessario, consentano opere utili alla Comunità locale o situazioni logistiche differenti da quelle pensate fino a ora”.
La linea politica è chiara: “Opposizione al progetto nella sua configurazione attuale, apertura al confronto istituzionale per percorsi diversi e più coerenti con la traiettoria di valorizzazione della montagna italiana. La transizione energetica non può avvenire contro i territori che la ospitano, ma con essi. Bagno di Romagna è pronta a fare la propria parte, purché venga rispettata la sua identità e la sua
comunità
”.