Ravenna Festival 2026: “Nacque al mondo un sole”, due mesi di arte tra musica, danza e letteratura

Dal 21 maggio all’11 luglio oltre 100 eventi e più di mille artisti celebrano San Francesco, Dante e la cultura universale tra basiliche Patrimonio Unesco, teatri e piazze

Il maestro Riccardo Muti

La XXXVII edizione celebra gli 800 anni dalla morte di San Francesco con oltre 100 spettacoli tra musica, teatro, danza e letteratura. Concerti di Muti, Mutter e Piovani, spettacoli teatrali e performance nelle basiliche Unesco

Apertura e omaggio

Il Ravenna Festival 2026 celebra la XXXVII edizione con il titolo «Nacque al mondo un sole», verso dantesco scelto per commemorare gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. La manifestazione, in programma dal 21 maggio all’11 luglio, conta oltre 100 alzate di sipario e più di mille artisti coinvolti. Il festival si apre con il concerto di Anne-Sophie Mutter e la Royal Philharmonic Orchestra, diretta da Vasily Petrenko, mentre tra gli ospiti figurano Riccardo MutiKent NaganoNicola PiovaniToni ServilloPat MethenyEmma Nolde e la Münchener Kammerorchester.

Il fil rouge francescano guida il programma: Riccardo Muti dirige Nobilissima visione di Hindemith e dialoga con Massimo Cacciari sull’influenza di San Francesco su Dante e Giotto. La seconda edizione di Cantare amantis est vedrà Muti impegnato in due giorni di lezioni e prove corali, aperte a cantori di ogni età. L’Ensemble Micrologus propone il Cantico delle creature nella Basilica di San Francesco, mentre debutta Il Santo folle, su Francesco e il Sultano, di Guido Barbieri e Marcello Fera. Al centro anche il pensiero francescano sul lavoro come risorsa interiore, con OperaPaese per Ravenna di Giorgio Battistelli, e la tradizione del presepe con il dittico Da Greccio al presepe napoletano. La rassegna ecosostenibile Romagna in fiore accompagna la città verso una felice convivenza con il creato.

Letterature e teatro

La sezione letteraria del festival intreccia classici e contemporaneo. Sofocle e Euripide guidano i dialoghi del Parco Archeologico di Pompei con le opere «Antigone» e «Baccanti», mentre il Grande Teatro di Lido Adriano propone Viaggio in Occidente, il romanzo classico cinese reinterpretato. La narrativa italiana e internazionale è protagonista al Trebbo in musica, con spettacoli dedicati a Stefano BenniTruman CapotePier Paolo Pasolini, la letteratura russa e Andersen. Proseguono le narrazioni con Jacopo Veneziani, l’esploratore Alex Bellini e Fra Alberto Pari dall’Istituto Magnificat di Gerusalemme.

Il teatro mette in scena un dialogo tra giovani e adulti: Marco Martinelli ripropone «Antigone», Fanny & Alexander reinterpretano «Storia del nuovo cognome» di Elena Ferrante, mentre La bambina inglese di Elena Bucci e Paolo Baioni esplora la figura della figlia di Lord Byron. Albe / Ravenna Teatro presenta LUṢ, con la voce di Ermanna Montanari e il contrabbasso di Daniele Roccato. La sezione danza include Murmuration Level2 di Sadeck Berrabah, The Infinite Approach di Yoann Bourgeois e il gala del Youth American Grand Prix, offrendo una combinazione di sperimentazione, circo e performance internazionale.

Musica e luoghi

La musica è protagonista in ogni angolo della città: l’apertura con Beethoven e Mahler della Royal Philharmonic Orchestra dà il via a un percorso che vede Riccardo Muti con la Orchestra Giovanile Luigi Cherubini eseguire opere di Verdi, De Falla e Ravel. Kent Nagano dirige la Cherubini, mentre Enrico Onofri guida la Münchener Kammerorchester in concerti con Arsenii Moon su Chopin. Jazz, musica contemporanea e rap si alternano tra la Rocca BrancaleonePalazzo San Giacomo e i teatri del territorio: Stefano Bollani All Stars, Pat Metheny, Jeff Mills e Dulce Pontes sono tra i protagonisti.

Le basiliche Patrimonio UNESCO ospitano concerti sacri: Vox Clamantis e l’ensemble Constantinople a San Vitale, La Cappella Neapolitana a Sant’Apollinare in Classe e il Coro da camera del Conservatorio di Ljubljana completano il percorso liturgico di In templo Domini. La sezione in residenza vede il pianista Filippo Gorini, Giovanna Baviera con Soloindue e il Coro da camera Vikra in programmi che spaziano dal recital alla musica etnica.

Il presidente Alessandro Barattoni sottolinea che «mai come oggi credo ci sia bisogno di illuminare il nostro quotidiano e di essere vigili e presenti. Il Festival trasforma Ravenna in un palcoscenico a cielo aperto». L’Assessora Gessica Allegni aggiunge: «Un autentico presidio culturale che contribuisce al benessere e alla crescita delle comunità».

Tra maggio e luglio Ravenna diventa teatro, auditorium e piazza, celebrando la luce, l’arte e la cultura in ogni sua forma.