Ridere con l’arte, al teatro Bonci la “lezione” di Gene Gnocchi

Una riflessione attraverso la comicità con la piece "Il museo ambulante". Sul palco l'attore comico con la moglie e guida turistica Maria Federica Baroncini

Gene Gnocchi, 70 anni il prossimo 1 marzo, è Gene Gnocchi, pseudonimo di Eugenio Ghiozzi, è un comico, cabarettista e conduttore televisivo

Nel pomeriggio di ieri, giovedì 12 febbraio, giovedì grasso, per una fortunata coincidenza, l’associazione cesenate “Amici dell’arte” ha offerto al teatro comunale di Cesena a soci e amici un recital di Gene Gnocchi dedicato all’arte

Corsi e attività culturali. Trecento i soci

L’associazione “Amici dell’arte”, costituita nel 2016, promuove attività culturali: attualmente, presso il cinema Eliseo, organizza corsi di storia dell’arte, storia dell’architettura, cinema e fotografia. Iniziati a ottobre 2025, termineranno a giugno 2026. I soci sono circa 300 e l’associazione, per festeggiare i traguardi raggiunti, ha invitato soci e simpatizzanti ad assistere a una “lezione” d’arte, molto particolare, condotta da Gene Gnocchi in compagnia della moglie, Maria Federica Baroncini, guida turistica professionista.

Lo spettacolo, “Il museo ambulante”, è stato preceduto dal saluto del presidente dell’associazione, Eros Corelli, che ha rivendicato il notevole numero di associati come segno dell’apprezzamento cittadino per le offerte culturali proposte, e dal saluto dell‘assessore alla cultura del Comune di Cesena, Camillo Acerbi, che ha sottolineato l’importanza delle associazioni nel quadro della vita culturale cesenate, elemento di spicco nel dossier presentato a Roma per l’ottenimento di capitale della cultura per il 2028. Presente in platea anche il vescovo, Giuseppe Antonio Caiazzo.

Dopo i saluti istituzionali, Gene Gnocchi e Maria Federica Baroncini si sono presentati sul palco, esponendo alcune opere d’arte, note e meno note: mentre la vera guida turistica spiegava le caratteristiche delle opere, il comico dissacrava, rielaborava in chiave comica gli spunti del quadro, fornendo una visione inaspettata e spiazzante.

Un recital sull’arte e sulla società, volutamente spiazzanti

Lo spettacolo, un recital con tanto di copione letto su leggio, dura poco più di un’ora, ed è quindi abbastanza rapido nell’ascolto: avendo debuttato il 16 novembre scorso, si tratta di una pièce molto recente, eppure in alcune parti si colgono richiami a fatti un po’ lontani nel tempo. È un fatto normale, in un’epoca in cui tutto si trasforma con vertiginosa velocità, però sentire citare le trecce di Greta Thunberg, quando l’attivista non le porta più da anni, fa un effetto straniante, quasi di fuori fuoco. Dove lo spettacolo funziona è nello scambio fra i due protagonisti, un po’ più impacciata Baroncini, molto sciolto e dinoccolato Gnocchi, con un atteggiamento che a chi scrive ha sempre ricordato il modo con cui il grande attore americano Walter Matthau recitava: sornione e quasi scocciato per l’impegno preso. La successione di immagini, di opere note (fra tutte, “La tempesta” di Giorgione) e meno note (“Giovane uomo alla finestra” di Gustave Caillebotte), ha prodotto una serie di riflessioni sull’arte e sulla società, volutamente spiazzanti.

Per riflettere sull’arte attraverso la comicità

Il pubblico, oltre 400 persone, ha mostrato di apprezzare, anche se gli applausi non sono stati abbondantissimi; ad ogni modo, un pomeriggio utile per riflettere sull’arte, attraverso la comicità: perfetto per un giovedì grasso.