Romagna
Romagna. David Riondino “un moderno antico”
Il ricordo di Lelia Serra, che con l'artista condivise gli anni delle residenze artistiche a Longiano
La vicenda artistica di David Riondino, morto ieri, domenica 29 marzo, a Roma all’età di 73 anni dopo un periodo di malattia, è legata anche alla Romagna e in particolare al teatro Petrella, che era stato riaperto nel 1986 su impulso dell’amministrazione dell’allora sindaco Giuseppe Canali e la direzione di Sandro Pascucci, e di cui quest’anno ricorre il quarantennale.
L’esperienza delle residenze artistiche a Longiano
In quegli anni l’artista era approdato a Longiano con Paolo Rossi su chiamata di Velia e Tinin Mantegazza, racconta Cristina Minotti, già assessore alla Cultura di Longiano, che fu collaboratrice di David Riondino per lungo tempo durante gli anni che lo videro dirigere il teatro Petrella insieme all’attrice Lelia Serra.
Serra oggi è l’unica “superstite” rimasta sul territorio, come si definisce lei stessa raggiunta telefonicamente dal Corriere Cesenate per ripercorrere quegli anni d’oro. Insieme all’allora compagno Antonio Catania, a David Riondino con Sabina Guzzanti e a Paolo Rossi con Lucia Vasini il gruppo di attori dagli inizi degli anni novanta diventò assiduo frequentatore di Longiano, inaugurando la stagione delle residenze artistiche. Da quella esperienza nacque una sorta di movimento culturale longianese.
“Fummo chiamati per proporre spettacoli e lavorare al teatro Petrella, stando in residenza sul territorio. Per noi artisti poter lavorare in un teatro vero ed essere ospitati dalle famiglie, in una sorta di albergo diffuso, gratuitamente e potersi concentrare con serenità sul lavoro era straordinario – racconta Lelia Serra –. Venivamo da Milano dove anche solo affittare un garage per un giorno era un investimento e trovammo qui in Romagna un luogo ideale”.
I sei artisti costituirono l’associazione Giano e gestirono per circa sei anni l’attività del teatro, trasferendosi poi anche a vivere stabilmente nel Comune, per periodi più o meno lunghi (oggi è rimasta solo Lelia Serra).
Serra: “Una persona per bene”
“In quel periodo il teatro funzionava. Viveva di quell’idea di ospitalità diffusa, al Comune costava poco e in cambio portava sul territorio anteprime importanti, con nomi sempre più grossi. Un progetto che aveva generato tanta passione e tanto interesse intorno a sé – racconta l’artista, oggi presidente di associazione Amaranto, formata da volontarie che si adoperano per contrastare la violenza contro la donna, in collaborazione con lo sportello Alba dell’Unione Rubicone e mare -. Da lì in poi tutti iniziarono a proporre le residenze artistiche, Longiano andava di moda. Con la controindicazione che poi crebbero i prezzi e, come sempre, quando arriva il denaro, le idee iniziali perdono la loro identità…”.
“David era una persona per bene – conclude Lelia Serra -. Era un uomo all’antica, anzi un moderno all’antica, un creativo puro, che ti spiazzava continuamente… L’ho sentito l’ultima volta in gennaio, sera impegnato nella Scuola del giullare (di cui era direttore, ndr), stava bene e aveva progetti in corso, da realizzare. Viveva con la prospettiva di molte cose da fare, questa notizia è stata una mazzata”.
Sonia Bettucci: “Portarono tanta energia a Longiano”
Anche Sonia Bettucci, attuale assessora alla Cultura di Longiano, deve la sua formazione a quella esperienza. “L’arrivo di questi artisti smosse tanta energia a Longiano. La loro presenza qui coincise anche con le mie prime esperienze lavorative. Dopo averli conosciuti fui chiamata a lavorare per la produzione di Patria mia, film di Giuseppe Bertolucci – racconta Bettucci, oltre che assessora, anche tour manager di Claudio Bisio -. Io fui chiamata come tour manager, poi lavorai con Sabina Guzzanti. Grandi teste che diedero davvero un grande contribuito alla vita culturale di Longiano che allora era davvero il paese degli artisti”.
Il cordoglio della Regione
Cantante, scrittore, drammaturgo, attore, regista, Riondino è stato anche ideatore e direttore artistico de “Il Giardino della Poesia” a San Mauro Pascoli e del Festival del Mare, ricordano il presidente della Regione, Michele de Pascale e l’assessora alla Cultura Gessica Allegni esprimendo profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia. “Ci lascia una figura centrale della cultura italiana, un intellettuale curioso e poliedrico che ha spaziato tra musica, teatro, televisione, letteratura con la sua satira, mai banale. E l’Emilia-Romagna perde anche un amico, un artista che ha saputo abitare le piazze, i teatri e i borghi della nostra regione, col suo talento, tenendo insieme tradizione letteraria e spirito popolare”.
L’affetto di San Mauro Pascoli
“San Mauro volle molto bene a David Riondino – aggiunge Cristina Minotti – ideatore del Giardino della poesia con Miro Gori. David partecipava ai progetti con una presenza costante. Ricordo il suo Pascoli per Banda, con lui e Lelia Serra, la sua Buona novella con l’omaggio ai cantautori genovesi, realizzato con la sorella Chiara. Amava i progetti corali. Era un uomo straordinario”.
Foto Sandra&Urbano fotografi
