Non è fantascienza ma una nuova religione
“Umani 2.0. L’evoluzione naturale non si ferma, ma ora inizia quella tecnologica. Protesi hi-tech, organi su misura, cervelli potenziati: ecco come saranno gli uomini e le donne del futuro”. Una nota rivista di divulgazione scientifica aveva questo in copertina nel numero di dicembre, insieme al profilo di una ragazza con tuta e occhiali futuristici.
È il transumanesimo che passa dai centri accademici e di ricerca alle pagine patinate che sfogliamo ogni giorno. Le nuove domande – si legge nell’editoriale – non sono più “Come saremo?”, ma “Come vogliamo essere?”. E, soprattutto, “Chi deciderà?”. L’evoluzione, concludeva, “ha smesso di essere destino. È diventata progetto”. All’interno i titoli sono di questo tenore: “Belli e senza età”, “Senza predatori e pestilenze”, “Una specie superlongeva”. Insieme ai leader russo e cinese, Putin e Xi Jinping, non sono pochi quelli che pensano di garantirsi la vita eterna trapiantandosi organi di ricambio.
Ne ha parlato anche Leone XIV, nell’udienza generale del 10 dicembre 2025: “Molte visioni antropologiche attuali promettono immortalità immanenti, teorizzano il prolungamento della vita terrena mediante la tecnologia. È lo scenario del transumano, che si fa strada nell’orizzonte delle sfide del nostro tempo”. Anche il Papa lancia degli interrogativi: “La morte potrebbe essere davvero sconfitta con la scienza? Ma poi, la stessa scienza potrebbe garantirci che una vita senza morire sia anche una vita felice?”.
Sarà solo una coincidenza, ma nello stesso numero della rivista si trova una serie di articoli dedicati alla “crisi delle religioni”, in cui si spiega che “la mentalità moderna razionale non accetta le spiegazioni onnicomprensive tipiche delle religioni tradizionali”. Ripeto: non ci sarà correlazione fra la pervasività tecnologica e la crescita di quanti si dicono atei. Ma qui non siamo davanti alla fine della religione, bensì a una nuova. L’uomo che si “salva” da sé non ha certo bisogno di un Dio trascendente. Gli basta qualche protesi artificiale. O no?
