Ora et labora. La sfida si insinua nel chiostro

Nel monastero si prega, si lavora, si canta in coro. Ma – a quanto pare – anche si chatta e si scorre lo schermo dello smartphone. È questa, in sintesi, la notizia che arriva da Camaldoli, dove il priore generale dei camaldolesi, dom Matteo Ferrari, ha inviato una lettera interna per mettere un freno all’uso disinvolto di internet e social tra i monaci. Una missiva che, ironia della sorte, è finita pubblicata proprio su Facebook.

Il documento nasce da una constatazione semplice e non troppo consolante: anche tra chi ha scelto la vita monastica, smartphone, streaming e notifiche non sono spariti per miracolo. Anzi, rappresentano «una sfida per la vita monastica» e, avverte il priore, «non possiamo far finta che questa sfida non esista».

La diagnosi è netta: il rischio è che la cella, luogo di preghiera e ascolto, diventi una piccola sala cinematografica personale, con tanto di dipendenze da serie tv e scrolling compulsivo. La lettera entra nel dettaglio. Netflix, Instagram, TikTok e simili vengono descritti come strumenti «pensati per dare dipendenza» e quindi da evitare, soprattutto per ragioni di sobrietà e coerenza con la vocazione monastica.

Per i novizi si prospetta un vero e proprio distacco: niente social, niente internet in cella, smartphone sotto controllo e comunicazioni con l’esterno disciplinate. Anche i professi più anziani sono chiamati a dare esempio: non si può chiedere sobrietà ai giovani se i monaci esperti vivono come utenti premium.

Il cuore del messaggio è serio: la tecnologia può erodere lentamente la vita comunitaria, creando «vite parallele » fatte di schermi e notifiche che svuotano la presenza reciproca. Ma c’è anche un retrogusto ironico inevitabile. In un’epoca in cui tutti cercano il detox digitale, perfino i monasteri devono stabilire orari di spegnimento e regole per WhatsApp.

Non si tratta di demonizzare internet, ma di governarlo. Perché anche dietro le mura del chiostro vale la regola universale del XXI secolo: se non metti limiti allo smartphone, sarà lui a metterli a te.