Sull’AI parla il vescovo della Silicon Valley
Lo chiamano “il vescovo della Silicon Valley” e in effetti la sua Diocesi, San Josè, abbraccia il territorio a sud di San Francisco, dove hanno la sede principale colossi digitali come Google e Apple. Sarà anche per questo che monsignor Oscar Cantù è stato chiamato il 16 settembre scorso a guidare la task force per la tutela della dignità umana nell’era dell’intelligenza artificiale, istituita dalla Conferenza episcopale degli Stati Uniti in risposta all’appello formulato da Leone XIV nell’enciclica “Magnifica humanitas”.
Chiesa e tecnologia
In una recente intervista al Sir, il presule racconta che i suoi incontri con i dirigenti delle grandi aziende «sono stati rispettosi e, al tempo stesso, diretti: mi sembra che abbiano apprezzato la franchezza con cui abbiamo posto le questioni di sicurezza». Con un’attenzione particolare a mantenere la propria indipendenza: «Cerchiamo di incontrare il maggior numero possibile di interlocutori – spiega il vescovo – per non legarci a nessuna impresa o prodotto. Non diamo il nostro avallo alle aziende né ai loro prodotti: richiamiamo i principi morali che tutelano la dignità della persona e il bene comune».
Giovani e salute mentale
Monsignor Cantù si mostra molto sensibile ai rischi a cui sono esposti gli adolescenti. La sua Chiesa, soprattutto attraverso la pastorale giovanile, ha già inserito la salute mentale nei propri percorsi, incoraggiando i ragazzi a chiedere aiuto quando si sentono soli, depressi o in ansia. Per questo – conferma – «se ne è parlato in tutti i recenti incontri con i giovani ai quali ho partecipato, ed è giusto così».
Regole e linee guida
La Chiesa non intende fare la predica agli altri, ma applicare prima di tutto a sé stessa i criteri che propone al mondo tecnologico. Le diocesi americane hanno già iniziato a dotarsi di regole e linee guida per un impiego etico e responsabile dell’intelligenza artificiale: «La tecnologia corre veloce e stiamo cercando di recuperare terreno, ma è indispensabile farlo, perché le persone la usano già».
Anche di questo si occuperà la task force nazionale, che fra i suoi compiti ha quello di studiare le buone pratiche delle diocesi per mettere a disposizione dei vescovi e delle Chiese locali strumenti per un utilizzo sicuro e consapevole dell’IA.
La missione della Chiesa
«Che cosa vi sostiene in questa sfida? », chiede, alla fine, il Sir al vescovo. La risposta di monsignor Cantù è quella di un vero e proprio missionario: «Mentre ci adoperiamo per proteggere l’umanità, affidiamo questo impegno nelle mani di Dio e chiediamo allo Spirito Santo di aprire i cuori e le menti, perché si faccia ciò che è giusto per la dignità umana e il bene comune».
