Saldi invernali 2026. Per Confcommercio cesenate i risultati sono migliori

In questa fase avanzata prezzi al 50 per cento. Chiusura fissata al 3 marzo

Foto d'archivio
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Un monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio ha analizzato anche il territorio cesenate evidenziando una crescita delle vendite in tre negozi su quattro

Giorgio Piastra: “L’andamento positivo fa pensare a una fase di stabilità”

I saldi invernali 2026 stanno per avviarsi verso la conclusione in Emilia-Romagna (in programma il 3 marzo) e da un monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio, condotto anche nel territorio cesenate sulle imprese associate, emergono risultati migliori rispetto allo scorso anno relativi ai saldi tuttora in corso avanzato.

“A più di un mese dal via – si legge nella nota a firma del direttore Confcommercio cesenate Giorgio Piastra – quasi tre negozi su quattro hanno fatto registrare a gennaio una tenuta o una crescita delle vendite”. Dal montaggio si evince che per la precisione, il 72% dei punti vendita dichiara stabilità (47%) o aumento (25%) del fatturato. La restante parte, pari al 28 per cento segnala una flessione. “Quest’anno la cosa bella è che gli andamenti stabili e positivi – dice il massimo dirigente – sono molto superiori ai negativi, e c’è un’inversione dei dati negativi del 2025 che imprime già un senso di stabilità, un sentimento che ci fa pensare al futuro in maniera forse più costruttiva, nonostante tutti i problemi”.

Capispalla al primo posto, profumeria e cosmetica registrano + 151 per cento, calzature + 84 per cento

Tra le diverse tipologie di prodotti le calzature hanno registrato un aumento dell’84% delle transazioni (pagamenti digitali), profumeria e cosmetica più del 151%. Guardando alla merce più venduta durante i saldi il capospalla è al primo posto, seguito da  giacconi e giubbotti e poi da maglieria, pantaloni e calzature. Quanto alle percentuali di sconto, i saldi sono iniziati con il -20 e -30%, adesso sono quasi tutti al 50.

Testa a testa con il mercato digitale

“È chiaro che all’ultimo i prezzi sono molto più vantaggiosi, ma i clienti non potranno trovare sicuramente tutte le taglie e i colori perché – va avanti Piastra – se il saldo è fatto bene riguarda la merce di stagione. Il saldo ancora oggi, nonostante tutto quello che si dice, garantisce la maggiore tutela per il consumatore perché ha visto i capi nei negozi e quindi ha la possibilità di fare un confronto con la reale incidenza dello sconto tra prima e dopo”.

Come in ogni finestra, continua il duro testa a testa con il mercato digitale. “L’avvicinamento che c’è stato, anche negli ultimi tempi nei confronti del negozio di prossimità rispetto all’online, credo derivi proprio da una maggiore trasparenza, dalla possibilità di toccare con mano, di vedere e di constatare l’effettivo risparmio”, conclude il direttore Confcommercio cesenate.