Sicurezza stradale, al Caps di Cesena un seminario su comunicazione e prevenzione

Organizzato dall'Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna nell'ambito del percorso della formazione professionale obbligatoria

Un momento del seminario sulla comunicazione della sicurezza stradale al Caps di Cesena
Un momento del seminario sulla comunicazione della sicurezza stradale al Caps di Cesena

Giornalisti, poliziotti ed esperti a convegno sulla comunicazione della sicurezza stradale per concorrere alla promozione di una nuova cultura della strada e individuare una comunicazione giornalistica, stili e parole persuasive allo scopo.

Seminario sulla sicurezza stradale al Caps di Cesena

Il momento formativo, organizzato dall’Ordine dei giornalisti Emilia-Romagna, si è tenuto sabato scorso al Centro addestramento Polizia di Stato (Caps) di Cesena alla presenza del direttore del Centro, il dottor Stefano Dodaro, che lo ha introdotto.

Il Caps è sembrata la sede naturale dove svolgere il seminario sulla sicurezza stradale, essendo il Centro di formazione della Polizia di Stato dove vengono formati i poliziotti che fanno poi servizio nelle sezioni della Polizia stradale di tutta Italia, spesso purtroppo chiamati a dare la notizia ai familiari del deceduto. Infatti, proprio per imparare a veicolare il messaggio, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Roma “La Sapienza”, da alcuni anni è stato avviato l’importante progetto “Chirone”.

Incidenti stradali: la prima causa di morte dei giovani

L’incontro, moderato dalla sociologa e giornalista Barbara Riva (intervenuta anche sulla necessità di agire in rete su questi temi e sulle tecniche di persuasione) ha offerto una riflessione di alto livello e respiro a riprova della complessità del fenomeno, che vede coinvolti utenti di ogni età, vittime primarie e vittime secondarie (famigliari). Un pericolo, quello degli incidenti stradali, che è la prima causa di morte per giovani sotto i 29 anni a livello mondiale.

A riprova dell’importanza di fare rete fra enti, realtà pubbliche e private e professionisti, che a titoli diversi si occupano del tema, presente al corso anche il vice questore Andrea Biagioli, dirigente Polstrada Forlì-Cesena, intervenuto con una relazione sulle linee guida comunicative della Polizia Stradale e i progetti di comunicazione volti alla sensibilizzazione degli utenti.

In collegamento il professor Pierluigi Cordellieri dell’Università “la Sapienza” di Roma, che ha sottolineato gli aspetti psicologici del rischio e l’importanza del supporto alle vittime e loro famigliari.

In aula era presente anche il responsabile progetti “Fondazione Ania” Sandro Vedovi, che ha illustrato il servizio “Ania Cares“, il “pronto soccorso psicologico” gratuito nazionale, realizzato in collaborazione con la stessa Università, a cui possono rivolgersi in caso di necessità i famigliari delle vittime.

L’intervento di don Filippo Cappelli

Ma come sottolineato dalla sociologa Riva, la strada è fonte di libertà se vissuta con rispetto, è luogo di socializzazione, di viaggio, di mete, di ammirazione è importante, quindi, responsabilizzare al suo corretto uso, piuttosto che trasferire eccessi di paura. Così è salito in cattedra don Filippo Cappelli (giornalista e fondatore del Motoclub “Duc In Altum) che ha trattato della fratellanza sulle due ruote e della libertà di vivere la strada in sicurezza.

Diritti e doveri del giornalista per parlare di incidenti stradali

La chiusura, sui diritti e doveri del giornalista nei casi di cronaca degli incidenti stradali, è stata affidata a Michelangelo Bucci, consigliere dell’Ordine dei Giornalisti dell’Emilia-Romagna. “Le parole sono importanti – ha detto -. Momenti formativi come quello odierno servono a gettare semi di buone pratiche che, ci auspichiamo, possano germogliare in una buona comunicazione, utile a prevenire violenza stradale. Utilizzare o meno questi spunti resta comunque una scelta del giornalista, tenuto prima di ogni cosa al rispetto della verità sostanziale dei fatti e al rispetto della dignità delle persone“.