Diocesi
Cesena. Tanta gente alla Via Crucis per le vie della città. L’arcivescovo Caiazzo: “Respiriamo un clima di violenza e sopraffazione”
Le meditazioni sono state proposte dal vescovo. Almeno 500 i partecipanti. Poi l'adorazione della Croce, in Cattedrale. La fotogallery
“Questo è un momento di sofferenze e paure, ma anche aperto alla speranza”, ha aggiunto il presule
Cinque le stazioni commentate
Tanta gente, almeno 500 i partecipanti, hanno preso parte alla Via Crucis, ieri sera, per le vie della città. La prima stazione è stata commentata nella chiesa di San Domenico. Poi il corteo-processione si è mosso verso piazza del Popolo (seconda stazione), quindi in piazza Almerici (terza) e poi in Cattedrale, per altre due stazioni. In Cattedrale è seguito il momento di adorazione della Croce. Al termine si è svolta una raccolta di offerte in favore della Custodia di Terra Santa, come avviene ogni Venerdì Santo in tutte le chiese del mondo.

Le meditazioni sono state scritte dal vescovo Antonio Giuseppe
Le meditazioni, rivolte in gran parte sai grandi temi dell’attualità, dalle guerre alle ingiustizie, dalle disuguaglianze ai soprusi, con il cuore sempre aperto alla speranza che non muore mai, sono state proposte dal vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo. Il libretto, i canti e tutta l’organizzazione sono stati curati dal movimento di Comunione e liberazione. Con il vescovo hanno preso parte alla Via Crucis anche il vicario generale e parroco di San Domenico, monsignor Pier Giulio Diaco, e don Tonino Domeniconi, canonico della Cattedrale.
Spesso sconvolta la storia dell’umanità
“La storia dell’umanità – ha detto il vescovo nell’introduzione – è stata sempre segnata da avvenimenti che l’hanno sconvolta, messa in ginocchio, ridimensionando l’ardire dell’uomo di sentirsi padrone della storia, della vita delle persone, di interi popoli. Ma anche carestie, terremoti, maremoti. Nella quinta Domenica di Quaresima abbiamo sentito il grido forte e prodigioso di Gesù di fronte alla tomba dell’amico: “Lazzaro, vieni fuori”, che ci rimanda alla sua risurrezione che celebreremo la notte di Pasqua. È un grido, quello di Gesù, che risuona da un confine all’altro della terra davanti alle tante, troppe tombe erette a causa di ingiustizie, conflitti, determinati a sacrificare la vita di persone (dai piccoli agli anziani), nell’abominevole certezza di risolvere il problema della convivenza umana attraverso lo sterminio di altri popoli”.

Troppe guerre. Clima di violenza e sopraffazione
Troppi sono i conflitti che oggi, e non da oggi, “insanguinano vasti territori, interi stati – ha proseguito il presule -. A quelli ormai di collaudata memoria, si sono aggiunte nelle ultime settimane le devastazioni di centri abitati e le inevitabili morti di civili in Iran e in Libano. Situazione tragica che potrebbe coinvolgere anche noi europei, minaccia già avanzata da uno dei contendenti. Respiriamo un clima di violenza e di sopraffazione. Milioni di morti su tutta la terra a causa delle guerre. Milioni di mamme, papà, fratelli e sorelle che piangono per la morte dei loro congiunti. Ma nessuno presta orecchio e cuore al loro grido disperato, nessuno si prodiga per asciugare le lacrime, per sanare le ferite”.
Momento pieno di sofferenze e paure, ma anche aperto alla speranza
Questa via Crucis “vuole essere un meditare pensando all’umanità di Gesù, dei suoi discepoli, degli uomini di potere, dei sacerdoti, degli uomini comuni – ha aggiunto monsignor Caiazzo concludendo la meditazione introduttiva -. Una storia che rispecchia la nostra, quella attuale, il momento presente pieno di sofferenza e paura a causa di guerre, ingiustizie, ma nello stesso tempo aperto alla speranza della vittoria: seminare amore ritornando ad essere fratelli per estirpare ogni altro tipo di pandemia e di guerra. Procediamo uniti nella comune preghiera”.

Di seguito, la fotogallery a cura di Pier Giorgio Marini.
