“Tommaso non è destinato al nulla ma custodito nell’abbraccio di Dio”

"Che questo dolore si trasformi nella spinta d’amore, la richiesta d’amore che ci unisce a Dio, che unisce la terra al cielo", ha detto don Luca de Chiara nell'omelia delle esequie del ragazzo di 19 anni morto venerdì in Salento a causa di un malore. In prima fila in una chiesa gremita, il padre Giampaolo, primario di Chirurgia al Santa Maria delle Croci con la moglie Emanuela a le sorelle, Benedetta e Arianna. La zia Elena: "Il dolore ci fa comprendere il dono che abbiamo avuto”.

Nella foto, Tommaso Ugolini, dal profilo Facebook
Nella foto, Tommaso Ugolini, dal profilo Facebook

Chiesa di Sant’Agostino gremita, ieri pomeriggio, per il funerale di Tommaso Ugolini, il ragazzo di 19 anni morto venerdì a Gallipoli. I ricordi di Davide Rondoni e le parole di don Luca de Chiara, suo insegnante di religione all’omelia.

Rondoni: “Tommaso, la nota d’oro di Paradiso nella nostra canzone”

“Salivi al limite alto della gioventù ma più in alto ti volle il Mistero”. Come sempre è la poesia che riesce ad andare oltre parole e fatti indicibiliincomprensibili. In particolare quella di Davide Rondoni, scrittore e drammaturgo, presidente del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco che così ha voluto ricordare Tommaso Ugolini, il 19enne, morto venerdì sera nel mare del Salento, a causa di un malore. Una tragedia che ha colpito anche la Romagna perché, come abbiamo scritto, sabato (link al pezzo in basso), Tommaso era il figlio di Giampaolo, primario di Chirurgia all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna e nipote della consigliera regionale Elena Ugolini. “Tommaso, sei stato la nostra commozione. Ora sei la nota d’oro di Paradiso nella nostra canzone”, ha aggiunto Rondoni.

Chiesa gremita, ieri, a Rimini, per il funerale

Ieri a Rimini, nella chiesa di Sant’Agostino, in tantissimi hanno voluto salutare Tommaso e stringersi attorno alla famiglia. Al centro dell’omelia, pronunciata da don Luca de Chiara, suo insegnante di religione, che, come ha ricordato durante la Messa funebre, ha conosciuto meglio Tommaso in occasione dei campo di Gioventù studentesca: “Con Tommaso era nata un’amicizia sincera – racconta -, non per qualche mio merito particolare, ma perché forse con la mia semplice presenza di sacerdote si accendeva in lui la sua domanda su Dio”.

L’omelia del suo prof di Religione: “Ogni attino della nostra vita porta dentro una chiamata d’amore”

“La chiamata al cielo di Tommaso ci risveglia all’urgenza di non perdere più tempo: c’è una brevità, ‘il tempo si è fatto breve’, come annunciava san Paolo ai Corinzi – ha detto don Luca nell’omelia -. Non appena per la fugacità degli istanti e perché la vita passa in fretta, questa è un’evidenza per chiunque, ma perché ogni istante, ogni attimo della nostra vita porta dentro la chiamata d’amore di Dio per noi. Ogni frammento della realtà chiama al senso ultimo, che è il rapporto con Dio. Un istante della nostra vita non è niente, ogni istante della nostra vita è il tutto, perché sgorga da Cristo e tende a Cristo”.

“Solo con Cristo siamo davvero vivi e non moriremo più”

Un’urgenza capace di farci comprendere, ha specificato, che “l’unica cosa che davvero conta nella nostra esistenza, la cosa più preziosa che possiamo offrire e condividere con chi amiamo, e con chi ci è dato, è il rapporto con Cristo, Dio vivente. L’urgenza è riconoscere Cristo presente nella nostra vita e stare nel rapporto con lui. Solo con lui siamo realmente vivi e con lui non moriremo più.

“Custodito nell’abbraccio di Dio”

Anche il dolore di questi giorni, ha proseguito, rivolgendosi a familiari ed amici, “come Tommaso non è destinato al nulla, ma è custodito per sempre nell’abbraccio di Dio. Per questo non soffochiamo il dolore. Non riempiamolo di parole e discorsi, magari anche giusti, ma accompagniamoci a crescere nello stare nel silenzio e nel dialogo con Dio. Che questo dolore si trasformi nella spinta d’amore, la richiesta d’amore che ci unisce a Dio, che unisce la terra al cielo. Che Tommaso possa essere per ciascuno di noi uno dei punti di affetto che legano il nostro cuore al cuore del Padre dei cieli”. Tra i tanti saluti e ricordi di ieri pomeriggio, alle esequie, quello della zia, Elena: “Il dolore ci fa comprendere il dono che abbiamo avuto”.