Torna “Un pasto al giorno”: domani i banchetti per sostenere le attività della Papa Giovanni XXIII

Domenica 27 settembre è possibile donare in 15 parrocchie e case famiglia del territorio provinciale per le tante tavole allestite nelle case famiglie della Comunità

"Un pasto al giorno", il banchetto

Una tessera in legno, pezzo di un grande puzzle illustrato, come simbolo di una responsabilità collettiva contro fame e indigenza. 

Tutti insieme per combattere la fame nel mondo

Un’opera d’arte affidata alle persone e che si completa solo mettendosi tutti insieme: è la provocazione di ‘Un pasto al giorno’, l’evento solidale della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi nel 1968, che domani, domenica 27 settembre tornerà nelle parrocchie della Diocesi per sensibilizzare sul tema della fame nel mondo. «Questa tessera sarà consegnata a chi si fermerà in uno dei punti istituiti nei territori – spiegano dalla Papa Giovanni XXIII – nei quali si può donare. La provocazione, dunque, è chiara: il ‘disegno’ resta incompleto se ciascuno non fa la propria parte, contribuendo a completare l’immagine e assumendosi la responsabilità di non voltarsi dall’altra parte di fronte a un’ingiustizia globale». 

In Emilia-Romagna oltre 900 persone accolte ogni giorno

La responsabilità collettiva di cui parla la Comunità non riguarda soltanto le aree più povere del pianeta: anche nel territorio regionale la povertà resta una realtà concreta. Secondo gli ultimi dati Istat si è attestata al 6,4% nelle famiglie. In Emilia Romagna sono circa 130 le realtà di accoglienza della Comunità attive e oltre 900 le persone accolte ogni anno. 

Il mosaico della campagna “Una tavola ci unisce”

L’illustrazione del puzzle è firmata da Filippo Serafini, figlio di una famiglia della Comunità cresciuta nella parrocchia che fu di don Benzi, e racconta la realtà della Papa Giovanni XXIII attraverso un’unica, lunghissima tavola, affresco di una vita da vivere insieme e luogo di condivisione in cui non esiste distinzione tra chi offre e chi riceve perché tutti vi siedono insieme. È la traduzione in immagine della campagna “Una tavola ci unisce” e di ciò che la Comunità vive ogni giorno nelle sue case famiglia, nelle Capanne di Betlemme, nelle comunità terapeutiche, nei centri nutrizionali, nelle missioni presenti in circa 40 Paesi del mondo.

Dove sono i banchetti

Sono diversi nel territorio della Diocesi di Cesena-Sarsina (alcuni sono nel territorio provinciale e non in quello diocesano) i banchetti allestiti nelle parrocchie e nelle case famiglia della Comunità Papa Giovanni XXIII nelle quali è possibile contribuire alla raccolta fondi. Ecco l’elenco: a Cesena parrocchia di San Bartolo, a San Giorgio e a San Filippo e Giacomo Apostoli a Bagnile. A Longiano al Santuario del Crocefisso e alla comunità di Balignano. A Mercato Saraceno, in parrocchia a Taibo e a Mercato Saraceno. A Savignano sul Rubicone, nella chiesa Santa Maria delle Grazie. Poi a Sant’Angelo e a San Lorenzo a Gatteo, a San Mauro Pascoli, nella chiesa di Santa Maria del Rosario a Cesenatico e a Santa Maria Goretti.

Il commento di Fadda, presidente della Comunità

«Il messaggio della campagna ‘Una tavola ci unisce: insieme facciamo posto alla dignità’ dice questo: la fame non è una realtà lontana da osservare con compassione – spiega il presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII, Matteo Fadda – ma una ferita che interroga la responsabilità collettiva. C’è un’enorme differenza fra dare da mangiare all’affamato e invitarlo a condividere il pasto alla propria tavola». “Un pasto al giorno” non è un gesto di carità, ma un atto di giustizia «che invita ciascuno a riconoscersi parte della stessa umanità».