Cesena
Trevi respinge l’opa di Webuild
Il prezzo proposto è considerato inadeguato
Trevi ha respinto l’offerta pubblica di acquisto totale presentata da Webuild Spa.
Offerta “non sollecitata, non concordata e non conveniente”
Il Consiglio di amministrazione di Trevi, riunitosi oggi, ha approvato il “Comunicato dell’emittente” in merito all’opa volontaria totalitaria promossa da Webuild Spa lo scorso 18 settembre. Il Cda della società cesenate ha giudicato l’offerta “non sollecitata, non concordata e non conveniente per i propri azionisti”, valutando il corrispettivo proposto come “non congruo” dal punto di vista finanziario.
Le perplessità del Cda
Il prezzo proposto da Wibuild Spa, viene sottolineato in una nota inviata alla stampa, è considerato inadeguato poiché non riflette il reale valore dell’azienda, né le prospettive di crescita delineate nel piano industriale autonomo 2026-2029. La dirigenza esprime preoccupazione per le numerose condizioni di efficacia poste dall’offerente, che genererebbero una profonda incertezza sul successo finale dell’operazione. Viene sottolineato che l’offerta, essendo esclusivamente in denaro, escluderebbe i soci attuali dai benefici delle sinergie strategiche attese dall’integrazione. Si rileva poi che l’offerente non ha assunto impegni in merito ai livelli occupazionali e alle sedi estere del Gruppo Trevi né ha fornito indicazioni specifiche sui propri programmi per le diverse aree di attività. Infine, la coesistenza di questa proposta con un’offerta concorrente di Icop, giunta il 14 settembre scorso, complica ancora di più il quadro decisionale per gli investitori. Il Gruppo Trevi, conclude la nota, intende quindi difendere il proprio posizionamento competitivo unico nel settore dell’ingegneria del sottosuolo, puntando sulla solidità dei propri risultati economici indipendenti.