Lettere
Un piano comunale per la fruibilità del commercio di vicinato. Lo chiede Confcommercio cesenate
Le proposte dell'associazione a inizio 2026
Senza commercio non c’è città, dice il presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani che chiede supporto per i negozi di prossimità
Caro direttore,
all’inizio del 2026 Confcommercio richiede provvedimenti concreti e condivisi a sostegno dei negozi di prossimità, a partire da un sistema chiaro della fruibilità urbana e da un piano integrato di fruibilità che coinvolga scelte urbanistiche e di mobilità.
Il centro urbano deve tornare a essere facilmente accessibile, vivibile e attrattivo per cittadini, clienti e imprese: senza accessibilità non c’è commercio, senza commercio non c’è città.
Tra le priorità dell’anno, Confcommercio indica una revisione delle politiche di sosta, una mobilità equilibrata che non penalizzi chi vive e lavora nei centri, una semplificazione reale delle regole e un confronto strutturato e continuo con le amministrazioni. Chiediamo scelte coraggiose ma condivise, perché il commercio di prossimità non è un problema da gestire, è una risorsa da valorizzare.
La paura paralizza, la fiducia costruisce
Confcommercio Cesena ha fiducia nel presente e nel futuro delle imprese che rappresenta. Un imprenditore non può permettersi di vivere nella paura: come ricordava Roosevelt, l’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa. La paura paralizza, la fiducia costruisce.
Ogni giorno le imprese del territorio investono, rischiano con responsabilità, creano lavoro e ricchezza diffusa, tengono vive e illuminate le città. Dietro ogni vetrina c’è una storia, un progetto, un’identità che parla della comunità.
Gli imprenditori subiscono burocrazia e fiscalità pesanti
I nostri imprenditori meritano condizioni adeguate per lavorare: oggi invece subiscono una fiscalità pesante, una burocrazia soffocante e regolamenti che spesso penalizzano invece di accompagnare.
Non è sostenibile che il tempo dedicato alle carte superi quello per clienti, dipendenti e programmazione. Se non invertiamo la rotta, sempre meno giovani sceglieranno di fare impresa o di continuare attività di famiglia, e questo sarebbe un impoverimento per tutto il territorio.
I negozi sono l’anima delle città
Il 2026 deve essere l’anno delle scelte: Confcommercio Cesena è pronta al confronto, ma servono risposte concrete. I negozi di prossimità sono presidio economico e sociale, senza di loro le
città perdono anima e futuro.
Il presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani