Venti anni di “Omini” nel foyer del Bonci

In scena frammenti di vita di un’Italia in miniatura, fra applausi e risate

Gli "Omini"

Nella serata di ieri, venerdì 10 aprile, si è conclusa, con il terzo appuntamento, la mini rassegna “A teatro nel foyer”. Ert l’ha organizzata per vivificare e rendere pienamente teatrale uno spazio, quello dell’atrio del “Bonci”, che a tutt’oggi è più di passaggio che di permanenza.

Progetto sociale e antropologico

Dopo “Fior di nulla” del 20 febbraio (vedi notizia al link sotto) e “L’angelo e la mosca” del 20 marzo, ecco l’ultimo appuntamento, con “Omineide”. Tutti gli spettacoli hanno avuto luogo alle 19, un orario un po’ inconsueto, come d’altronde è inconsueto assistere a una performance nel foyer del teatro. Il gruppo che ha concluso la rassegna esiste dal 2006: “Gli Omini”. Essi hanno girato l’Italia con un progetto sociale e antropologico, intitolato “Memoria del tempo presente”. Ascoltavano le persone incontrate per strada, registravano e assorbivano storie per arricchire un archivio di materiale umano in crescita.  

Un’Italia in miniatura

Con questo recital, “Omineide”, portano con sé un mucchio di frammenti sparsi. La scrittura di Giulia Zaccini, con la recitazione di Francesco Rotelli e Luca Zacchini, mette in scena minuscole vicende, che riguardano minuscoli personaggi, per ricostruire un’Italia in miniatura, abitata dai più piccoli: dagli “omini”, appunto. In scena i due attori danno vita a una valanga di voci, storie, caratteri, in uno spazio che è una casa, una strada, un’intera città. Attraverso queste vicende gli spettatori possono riconoscersi e sorprendersi, come di fronte a uno specchio rotto, per sentirsi meno soli e per ridere dei fallimenti quotidiani. Di sicuro gli spettatori presenti nel foyer hanno fatto sentire con sonore risate e vigorosi applausi il loro apprezzamento per l’opera di questi due interpreti.

Capacità trasformiste

Attraverso la ricostruzione dei dialetti incontrati in giro per l’Italia sono emersi tanti personaggi interessanti, dal poeta di paese all’inventore da ridere, dal caso umano alle vedove astute che commentano tutto quello che accade. Ogni volta Rotelli e Zacchini hanno dato vita a piccoli frammenti di vita, con una straordinaria capacità di trasformare se stessi, la loro voce, persino la loro fisicità, per permettere agli spettatori di conoscere quell’Italia minore che, forse, rappresenta un vero specchio di questa nazione. Un esperimento di grande successo.