Cesena
Disagio sociale, numeri in crescita. Il lavoro dei Servizi sociali dell’Unione dei Comuni Valle del Savio
L'assessora Carmelina Labruzzo: "Attività quotidiana, silenziosa, impegnativa e indispensabile che mette al centro la persona"
Disagio sociale in costante crescita: le parole dell’assessore Carmelina Labruzzo sul lavoro dei Servizi sociali dell’Unione dei Comuni Valle del Savio.
“In Italia e nel nostro territorio cresce la povertà”
“Occorre partire da un dato ormai incontestabile: il disagio sociale è in costante crescita. A certificarlo non sono solo le percezioni diffuse, ma anche i numeri ufficiali. Le più recenti analisi Istat e i report periodici della Caritas, utilizzati come strumenti di lettura a livello nazionale, restituiscono un quadro preoccupante: in Italia, compreso il nostro territorio, cresce la povertà, aumentano le famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. Il numero di minori coinvolti è sempre maggiore e si allarga la platea dei cosiddetti working poor, persone che pur lavorando non riescono a sostenere un’esistenza dignitosa”. A restituire un racconto che va ben oltre i confini comunali o del territorio dell’Unione dei Comuni Valle del Savio è l’assessora ai Servizi per la famiglia e la persona Carmelina Labruzzo.
Vivere in condizioni di forte fragilità
Rispondendo a un’interrogazione presentata dal Gruppo consiliare della Lega, l’assessora ha illustrato una relazione articolata e approfondita, nella quale, anche alla luce dei più recenti casi di cronaca che hanno coinvolto i Servizi sociali, emerge come una larga parte delle persone prese in carico viva in condizioni di forte fragilità. Si tratta, in molti casi, di cittadini che incontrano gravi difficoltà nell’accesso ai servizi essenziali, al lavoro stabile e all’abitazione, problematiche accresciute dall’aumento dell’inflazione e dei costi energetici. In più preoccupa la crescente rinuncia alle cure mediche per motivi economici, un fenomeno destinato ad avere ricadute significative sullo stato di salute complessivo della popolazione.
8 milioni e 550 mila persone a rischio povertà
Secondo il Centro studi di Unimpresa, che nel 2024 ha rielaborato i dati Istat, il numero di italiani a rischio povertà, indigenza o esclusione sociale (disoccupati, precari, sottoccupati o lavoratori con contratti deboli) resta su livelli allarmanti: 8 milioni e 550 mila persone. “In questo contesto di crescente fragilità – prosegue l’assessora – emergono forme di malessere sociale sempre più evidenti, che talvolta sfociano in comportamenti antisociali, episodi di violenza o dinamiche di ritiro e regressione. Un disagio che non è riconducibile a una singola causa, ma che affonda le radici in un intreccio complesso di vulnerabilità individuali e disfunzioni sistemiche“.
“Il lavoro dei Servizi sociali è indispensabile”
All’interno di questo scenario operano ogni giorno i Servizi sociali dell’Unione dei Comuni Valle del Savio. “I casi che raggiungono l’attenzione dei media – spiega l’assessora – rappresentano solo una minima parte di una realtà molto più ampia e articolata: famiglie che maltrattano o trascurano anziani, minori vittime di abusi nel contesto familiare, donne soggiogate da relazioni violente o di plagio, adulti e nuclei familiari immersi in condizioni di profondo degrado sociale ed economico. È per questa ragione che il nostro compito è di agire sempre nel pieno rispetto della persona senza consentire nessuna strumentalizzazione. Il lavoro dei Servizi sociali è quotidiano, silenzioso, impegnativo e indispensabile“.
“Il rischio non è mai eliminabile in modo assoluto”
Nel 2024, sono state 5.112 le persone prese in carico dai servizi. “Di fronte a eventi molto gravi e dal forte impatto emotivo – continua l’assessora Labruzzo – è fondamentale mantenere un approccio improntato alla prudenza e alla responsabilità. Le situazioni seguite dai servizi sociali sono per loro natura multifattoriali, caratterizzate da elevata imprevedibilità, e non consentono letture semplicistiche o automatismi nell’attribuzione delle responsabilità. Eventi critici possono verificarsi anche in presenza di percorsi di presa in carico impostati in modo corretto, senza che ciò rappresenti una prova di gravi carenze organizzative o professionali. Un principio va ribadito con chiarezza: il rischio non è mai eliminabile in modo assoluto. La funzione dei Servizi sociali non è quella di garantire l’assenza totale di eventi critici, ma di ridurre il rischio, contenerlo e governarlo, attraverso interventi professionali, integrati e continuativi. In una fase storica segnata da fragilità diffuse, il funzionamento dei Servizi sociali della Valle del Savio rappresenta un presidio fondamentale di coesione e tutela“.