Cesena
Al liceo “Righi” una lezione che ha unito scienza con coscienza
Il professor Pierluigi Strippoli, parlando della sindrome di Down ha saputo unire rigore scientifico e attenzione alla persona. La medicina è chiamata a prendersi cura dell'umano
Si trattato di una riflessione sul senso della medicina, della ricerca e dell’umanità.
L’eredità scientifica e umana di Jérome Lejeune
Un’aula gremita, silenziosa e attenta. Così è stato seguita, nei giorni scorsi, al Liceo Scientifico “Augusto Righi” di Cesena la lectio magistralis di Pierluigi Strippoli, professore associato di Biologia applicata presso l’Università di Bologna, dove insegna Genetica nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Ne dà notizia la scuola stessa con una nota inviata alla stampa poco fa.
L’incontro è riuscito ad andare oltre la divulgazione scientifica per trasformarsi in una riflessione profonda sul senso della medicina, della ricerca e dell’umanità. Il percorso professionale del dottor Strippoli nasce dall’incontro tra rigore scientifico e attenzione alla persona e vede sempre nella medicina la possibilità di rispondere in concreto alla sofferenza umana con una cura e non con una sentenza. Il suo lavoro di ricerca raccoglie l’eredità scientifica e umana di Jérôme Lejeune che scoprì nel 1958 che la sindrome di Down è causata dalla trisomia cromosoma 21.
Cosa sta dietro a ogni progresso scientifico
Nel dialogo con gli studenti, Strippoli ha saputo intrecciare esempi di ricerca avanzata basati sullo studio del Dna e del metabolismo dei pazienti affetti da questa malattia con riflessioni accessibili, mostrando come dietro ogni progresso scientifico ci siano studio, perseveranza, ma anche empatia e responsabilità. La medicina, ha sottolineato, non è solo tecnica: è relazione, è scelta quotidiana di stare dalla parte di chi è più vulnerabile. Al termine della lectio, diversi ragazzi hanno espresso il desiderio di approfondire non solo le discipline scientifiche, ma anche il loro significato etico e sociale, mostrando una profonda sensibilità verso l’idea che la medicina trovi il suo senso più alto non nel combattere la natura, bensì nel prendersi cura dell’uomo.
Il commento della scuola
“Un incontro di grande spessore – commentano dal “Righi”, che rafforza la scelta di avere introdotto, due anni fa, una sezione a curvatura biomedica all’interno dell’indirizzo tradizionale del nostro liceo per fornire agli studenti competenze in questo settore e strumenti per la scelta futura”.
