Giornata per la vita, il vescovo Caiazzo: “Prima di tutto i diritti dei bambini”

"Siamo chiamati - ha aggiunto il presule - a scandire la via, chiamati a scandire la storia, a camminare per le strade di questa storia, in questo territorio"

Sabato 31 gennaio 2026. In Cattedrale a Cesena, la celebrazione della Messa per la 48esima Giornata nazionale per la vita presieduta dal vescovo di Cesena-Sarsina, l'arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo. Foto Pier Giorgio Marini
Sabato 31 gennaio 2026. In Cattedrale a Cesena, la celebrazione della Messa per la 48esima Giornata nazionale per la vita presieduta dal vescovo di Cesena-Sarsina, l'arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo. Foto Pier Giorgio Marini

Il richiamo ad avere il coraggio di non arrendersi mai di fronte a ogni forma di sconfitta dell’esistenza

Le parole all’omelia

Prima i bambini è il tema che noi vescovi abbiamo dato a tutte le Chiese per riflettere sulla sacralità della vita e sul bisogno che ognuno di noi ha di annunciare la forza della vita, perché la vita non si difende attraverso la morte che viene seminata”. Con queste parole il vescovo di Cesena-Sarsina, l’arcivescovo Antonio Giuseppe Caiazzo, ha aperto l’omelia (foto qui sotto di Pier Giorgio Marini) della Messa celebrata sabato 31 gennaio alle 18 in Cattedrale, in occasione della 48esima Giornata per la vita. La celebrazione è stata animata dal coro diocesano “Alma Canta” diretto da Nicoletta Bettini e Andrea Ugolini. Durante la Messa si è tenuta una benedizione speciale per le mamme in attesa.

La presenza di Dio è reale

Il presule ha ricordato che Gesù afferma che beati e felici sono coloro che sanno cogliere come la presenza di Dio sia una presenza reale, una presenza che raggiunge l’uomo, che lo accompagna.  “Essere testimoni della vita – ha continuato l’arcivescovo – significa avere il coraggio di non arrendersi mai soprattutto di fronte a ogni forma di sconfitta della vita stessa, come quando vediamo bambini che sono uccisi, mutilati, privati della casa, della scuola, ridotti alla fame, vittime dei combattimenti che ci sono in atto, rapiti e addirittura usati per soddisfare i desideri degli adulti. Ai piccoli si è arrivati a negare il diritto di conoscere uno dei genitori biologici o la madre”. 

Se il Signore è con noi chi sarà contro di noi?

Il vescovo ha proseguito invitando l’assemblea a riprendere il messaggio della Giornata per la vita: “Siamo chiamati a una vera conversione, nel senso di dono e di cambiamento, e ad abbandonare le cattive inclinazioni di una società narcisista e indifferente, in cui gli adulti sono troppo occupati da loro stessi per fare spazio ai bambini. Se una società smarrisce il senso della generatività, servendosi dei figli invece di servirli, si imbarbariscono anche le relazioni tra gli adulti, le persone e le comunità, dando spazio alla ricerca egoistica e violenta dei propri interessi. Vogliamo davvero rendere grazie al Signore che sta seminando in ognuno di noi questa certezza: se il Signore è con noi, chi sarà contro di noi? Siamo chiamati a scandire la via, chiamati a scandire la storia, a camminare per le strade di questa storia, in questo territorio, ed essere questo canto nuovo che non infastidisce, ma che armonizza e crea comunione, comunità, fraternità, ciò di cui l’umanità ha tanto bisogno”.