Domenica 1 marzo – Seconda domenica di Quaresima – Anno A 

LA LUCE DELLE RELAZIONI ILLUMINA GIOIA E FATICHE

Gen 12,1-4a; Salmo 32; 2Tm 1,8b-10; Mt 17,1-9

La Trasfigurazione si pone fra la confessione di Pietro a Cesarea, il primo annuncio della passione, morte e risurrezione, anticipati dalle parole di Gesù. Il Padre vuole mostrare la gloria di suo figlio Gesù prima che tutto precipiti e si arrivi alla sua morte e a un volto sfigurato.

Servirà anche a Gesù per andare ancora più deciso verso Gerusalemme, ma è soprattutto un insegnamento per gli apostoli e per Pietro, perché non ha capito la logica di Dio e segue solo quella degli uomini. Non comprende e pensa di poter rimanere sul monte, ma la voce di Dio interviene per lui: “Ascoltatelo”.

La luce del Tabor servirà ad affrontare il buio del Getsemani e della croce. Sarà la memoria di quella luce incontrata sul volto di Gesù che permetterà ai discepoli di attraversare le tenebre della passione e della morte di Cristo. Luce e buio diventano esperienze significative solo se vissute insieme.

Gesù sembra voler indicare anche oggi a una società impregnata di individualismo, la strada delle relazioni per vivere in modo significativo le esperienze, che siano di gioia o di dolore. In Matteo il volto e le vesti di Gesù acquistano “luminosità”. Vi è un richiamo al volto trasfigurato di Mosè sul Sinai, che scende dal monte senza sapere che la pelle del suo viso è raggiante. Ma a differenza di Gesù, deve tenerlo velato. Gesù stesso è fonte di luce.

Anche le vesti, nel brano di Matteo, sono come la luce. In antiche fonti giudaiche i corpi di Adamo ed Eva, all’origine, non erano nudi, ma avvolti da una nube o da un manto di luce. Con il peccato la veste cadde e si trovano nudi. Il peccato ha trasformato la luce in pelle. Così Adamo ed Eva conobbero la sensualità e la volontà di dominarsi l’un l’altro.

Per i rabbini nel cammino di ricerca della luce, di relazioni trasparenti il Messia sarà la speranza. Gesù sembra ritornare al giardino. Il Figlio amato è in grado di far ritrovare la luce. Fonte di luce, nella sua relazione con il Padre può riportare trasparenza nelle relazioni dell’uomo.

In questo cammino di Quaresima i nostri occhi siano su di Lui e su quel monte per imparare ad ascoltarlo e ad attingere alla fonte della sua luce per costruire relazioni più vere con Dio e con gli uomini.