Fra Francesco Ravaioli da Gerusalemme: “Nei rifugi preghiamo per la pace”

Ieri, il risveglio con le sirene, oggi la Messa nei bunker

La preghiera nel rifugio a Gerusalemme. Foto fra Francesco Ravaioli
La preghiera nel rifugio a Gerusalemme. Foto fra Francesco Ravaioli

Una giornata di “pulizie e preghiera” nei rifugi antiaerei di Gerusalemme per fra Francesco Ravaioli e la sua comunità. Nel giorno dell’attacco all’Iran e della controffensiva con lancio di missili, intercettati dalle difese israeliane, la parrocchia di cattolici di lingua ebraica nella quale il francescano ravennate vive quest’anno ha accolto i suoi fedeli per la Messa e la preghiera per la pace. Una missione quotidiana, come ci aveva raccontato in occasione del viaggio dei giornalisti dell’Ucsi in Terra Santa (link al pezzo sotto). Il suo racconto.

Il risveglio con le sirene e la Messa nel rifugio

“Ieri ci siamo svegliati con le sirene di avvertimento, poco dopo che l’Iran è stato attaccato. Con padre Benedetto (il parroco, ndr) abbiamo vissuto una giornata tra pulizie e preghiera, per preparare l’ambiente sicuro sotterraneo dove eventualmente passare la notte e poter celebrare la Messa anche in caso di allarmi. Ciò che abbiamo fatto ieri sera… e faremo oggi con chi se la sentirà di venire alla celebrazione, a seconda della situazione”.

“Preghiamo per la pace dei poveri”

Fra Francesco rassicura sul fatto che sta bene. Poi il pensiero a suoi fedeli e l’appello: “Grazie per la preghiera… vi affido soprattutto chi non ha la possibilità di accedere a rifugi e luoghi abbastanza sicuri. Preghiamo per la pace dei poveri qui e non solo”.