“Una battaglia dopo l’altra” trionfa agli Oscar: miglior film e altre cinque statuette

Vincitrice come miglior attrice protagonista con "Hamnet - Nel nome del figlio", Jessie Buckley è un attrice originaria di Killarney, una cittadina in Irlanda

Leonardo di Caprio nel film "Una battaglia dopo l'altra". Foto agensir.it
Leonardo Di Caprio nel film "Una battaglia dopo l'altra". Foto agensir.it

L’elenco completo dei vincitori

A Los Angeles è andata in onda la 98esima edizione

Ieri sera, al “Dolby Theatre” di Los Angeles, si è svolta la 98esima edizione dei premi Oscar. A vincere la statuetta come miglior film è stato il film “Una battaglia dopo l’altra”, il thriller d’azione diretto da Paul Thomas Anderson e tratto dal romanzo “Vineland” di Thomas Pynchon. La cerimonia è stata presentata dal conduttore statunitense Conan O’Brien, alla sua seconda notte degli Oscar consecutiva, dopo quella dell’anno scorso. Nel segmento “In memoriam” (il filmato contenente le immagini delle importanti personalità cinematografiche e televisive morte a cavallo di due edizioni dei premi Oscar) sono stati omaggiati giganti del cinema mondiale come Robert Redford, Diane Keaton, il regista Rob Reiner e la “nostra” Claudia Cardinale. Ma ci sono state anche dimenticanze, come quelle riguardanti Brigitte Bardot, Eric Dane (il dr. Mark Sloan di “Grey’s Anatomy”, morto di Sla a 53 anni lo scorso 19 febbraio) e James Van Der Beek (deceduto a 48 anni lo scorso 11 febbraio), uno dei volti simbolo degli anni Novanta e Duemila, per aver interpretato Dawson Leery nel telefilm “Dawson’s Creek”.

Sei statuette a “Una battaglia dopo l’altra”

Una novità rilevante di quest’edizione è stata l’introduzione di una nuova categoria, quella riservata al casting, cioè alla figura professionale che sceglie gli attori per un film. La pellicola ad aver conquistato il maggior numero di premi è stata “Una battaglia dopo l’altra”, che ha vinto sei statuette: miglior film, miglior regia, miglior attore non protagonista, miglior sceneggiatura non originale, miglior casting e miglior montaggio. Un altro lungometraggio molto atteso, la commedia horror di Ryan Coogler “I peccatori”, si è aggiudicato solo quattro premi Oscar: miglior attore protagonista, miglior sceneggiatura originale, miglior fotografia e miglior colonna sonora originale. Nonostante i pochi riconoscimenti portati a casa, “I peccatori” è entrato comunque nella storia degli Academy Awards (il nome ufficiale degli Oscar) per essere diventato il film ad aver ottenuto il maggior numero di nominations, 16. Ha superato il vecchio primato, costituito dalle 14 candidature ottenute da “Eva contro Eva” di Joseph Leo Mankiewicz nel 1950, da “Titanic” di James Cameron nel 1997 e da “La La Land” di Damien Chazelle nel 2016.

Jessie Buckley è la migliore attrice protagonista

Guardando gli esiti delle quattro categorie attoriali, spiccano i trionfi di Jessie Buckley, Sean Penn e Amy Madigan. Vincitrice come miglior attrice protagonista con “Hamnet – Nel nome del figlio”, Jessie Buckley è un attrice originaria di Killarney, una cittadina irlandese. In virtù di ciò, è diventata la prima attrice irlandese a vincere un Oscar per la recitazione. Trionfante come miglior attore non protagonista con “Una battaglia dopo l’altra”, Sean Penn ha aggiunto questa statuette alle due vinte come miglior attore protagonista con “Mystic River” nel 2004 e con “Milk” nel 2009. In questo modo è divenuto il quarto interprete ad aver vinto tre premi Oscar, dopo Walter Brennan, Jack Nicholson e Daniel Day-Lewis.

Amy Madigan migliore attrice non protagonista

Particolare la vicenda di Amy Madigan, che ha vinto come miglior attrice non protagonista con “Weapons”. Era alla sua seconda nomination, 40 anni dopo la prima (andata a vuoto), conquistata come miglior attrice protagonista con “Due volte nella vita” nel 1986. Essendo “Weapons” un film dell’orrore, Madigan è stata la settima figura attoriale a vincere un premio Oscar con un film horror puro (in “I peccatori”, il fattore horror è mitigato da elementi della commedia e del musical), dopo Fredric March con “Il dottor Jekyll” nel 1932, Ruth Gordon con “Rosemary’s Baby – Nastro rosso a New York” nel 1969, Kathy Bates con “Misery non deve morire” nel 1991, Jodie Foster con “Il silenzio degli innocenti” nel 1992, Anthony Hopkins sempre con “Il silenzio degli innocenti” nel 1992 e Natalie Portman con “Il cigno nero” nel 2011. Il film animato “KPop Demon Hunters” è diventato il primo prodotto della Corea del Nord a vincere sia il premio come miglior film d’animazione che quello come miglior canzone originale.

Miglior film non statunitense a una pellicola norvegese

Trionfatore come miglior film internazionale, “Sentimental Value” di Joachim Trier è stata la prima pellicola norvegese a vincere la statuetta riservata al miglior lungometraggio non statunitense. Tra i tre Oscar alla carriera assegnati, da ricordare quello a Tom Cruise, che finalmente é riuscito a stringere tra le sue mani il premio più desiderato della “Settima arte”. L’interprete di Syracuse ha ottenuto il riconoscimento, dopo quattro nominations andate a vuoto: come miglior attore protagonista per “Nato il quattro luglio” nel 1990, miglior attore protagonista per “Jerry Maguire” nel 1997, miglior attore non protagonista per “Magnolia” nel 2000 e, in qualità di produttore, miglior film per “Top Gun: Maverick” nel 2023.

L’elenco completo dei vincitori

Ecco tutti i premi assegnati nella notte degli Oscar 2026:

Miglior film: “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson
Miglior regia: Paul Thomas Anderson con “Una battaglia dopo l’altra”
Miglior attore protagonista: Michael B. Jordan con “I peccatori”
Miglior attrice protagonista: Jessie Buckley con “Hamnet – Nel nome del figlio”
Miglior attore non protagonista: Sean Penn con “Una battaglia dopo l’altra”
Miglior attrice non protagonista: Amy Madigan con “Weapons”
Miglior sceneggiatura originale: Ryan Coogler con “I peccatori”
Miglior sceneggiatura non originale: Paul Thomas Anderson con “Una battaglia dopo l’altra”
Miglior film internazionale: “Sentimental Value” di Joachim Trier (Norvegia)
Miglior film d’animazione: “KPop Demon Hunters” di Maggie Kang e Chris Appelhans
Miglior casting: Cassandra Kulukundis con “Una battaglia dopo l’altra”
Miglior fotografia: Autumn Durald Arkapaw con “I peccatori”
Miglior scenografia: Tamara Deverell (scenografia) e Shane Vieau (arredamento) con “Frankenstein”
Migliori costumi: Kate Hawley con “Frankenstein”
Migliori trucco e acconciatura: Mike Hill, Jordan Samuel e Cliona Furey con “Frankenstein”
Migliori effetti visivi: Joe Letteri, Richard Baneham, Eric Saindon e Daniel Barrett con “Avatar – Fuoco e cenere”
Miglior montaggio: Andy Jurgensen con “Una battaglia dopo l’altra”
Miglior sonoro: Gareth John, Al Nelson, Gwendolyn Yates Whittle, Gary Rizzo e Juan Peralta con “F1 – Il film”
Miglior colonna sonora originale: Ludwig Göransson con “I peccatori”
Miglior canzone originale: “Golden”, tratto da “KPop Demon Hunters” e con testo e musica di Ejae, Mark Sonnenblick, 24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Joong Gyu-kwak e Teddy Park
Miglior documentario: Mr Nobody Against Putin” di David Borenstein
Miglior cortometraggio documentario: “All the Empty Rooms” di Joshua Seftel e Conall Jones
Miglior cortometraggio: “The Singers” di Sam A. Davis-Jack Piatt e “Two People Exchanging Saliva” di Alexandre Singh-Natalie Musteata (ex aequo)
Miglior cortometraggio d’animazione: “La jeune fille qui pleurait des perles” di Chris Lavis e Maciek Szczerbowski

Premi speciali

Oscar onorari: Debbie Allen, Tom Cruise e Wynn Thomas
Premio umanitario “Jean Hersholt”: Dolly Parton

Tutti i lungometraggi vincitori del premio Oscar al miglior film nel XXI secolo

Dal 2000 ad oggi, ecco tutti i film che hanno conquistato l’Oscar per il miglior film:

2000: “American Beauty” di Sam Mendes
2001: “Il gladiatore” di Ridley Scott
2002: “A Beautiful Mind” di Ron Howard
2003: “Chicago” di Rob Marshall
2004: “Il Signore degli Anelli – Il ritorno del re” di Peter Jackson
2005: “Million Dollar Baby” di Clint Eastwood
2006: “Crash – Contatto fisico” di Paul Haggis
2007: “The Departed – Il bene e il male” di Martin Scorsese
2008: “Non è un paese per vecchi” di Joel ed Ethan Coen
2009: “The Millionaire” di Danny Boyle
2010: “The Hurt Locker” di Kathryn Bigelow
2011: “Il discorso del re” di Tom Hooper
2012: “The Artist” di Michel Hazanavicius
2013: “Argo” di Ben Affleck
2014: “12 anni schiavo” di Steve McQueen
2015: “Birdman” di Alejandro González Iñárritu
2016: “Il caso Spotlight” di Tom McCarthy
2017: “Moonlight” di Barry Jenkins
2018: “La forma dell’acqua – The Shape of Water” di Guillermo del Toro
2019: “Green Book” di Peter Farrelly
2020: “Parasite” di Bong Joon-ho
2021: “Nomadland” di Chloé Zhao
2022: “CODA – I segni del cuore” di Sian Heder
2023: “Everything Everywhere All at Once” di Daniel Kwan e Daniel Scheinert
2024: “Oppenheimer” di Christopher Nolan
2025: “Anora” di Sean Baker
2026: “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson