Voto consapevole
Avvenire ha parlato di furto di democrazia. L’agenzia Sir, della Conferenza episcopale italiana, invita al voto sul referendum di domenica e lunedì prossimi (cfr pag. 20 edizione cartacea) spiegando che la Chiesa non prende posizione. «La tradizione recente della Cei mostra una linea costante – scrive Riccardo Benotti in un editoriale ripreso da diversi settimanali diocesani -. Intervenire sui principi, non sulle soluzioni tecniche. Richiamare il bene comune, non sostituirsi al discernimento dei laici. Invitare alla partecipazione, non dettare l’esito».
Questa campagna referendaria ha deluso tanti. Su una materia molto specialistica che non riguarda la riforma della giustizia, come più volte è stato detto in maniera errata, ma solo quella della magistratura, i cittadini si sarebbero attesi più informazioni e meno proclami. Invece, abbiamo assistito a scontri d’altri tempi, con invettive reciproche che non hanno contribuito alla formazione di una maggiore consapevolezza davanti a un quesito che impone la scelta tra un sì e un no.
Un dilemma per molti cittadini che non sono attrezzati per esprimere un giudizio così sintetico di fronte a una faccenda che si intuisce importante, anche se non del tutto decisiva per la stragrande maggioranza delle persone che nella loro vita mai hanno avuto e avranno a che fare con la giustizia.
Districarsi tra Csm, pm, Alta corte, separazione delle carriere, principi costituzionali, leggi ordinarie non è così banale come qualcuno, ben più informato, potrebbe pensare. Il rischio è quello di aumentare la disaffezione verso la politica, verso il Parlamento che non legifera, verso il Governo che blinda una riforma a colpi di maggioranza, e per una classe dirigente, di ogni potere, che appare sempre più lontana dal vissuto del Paese.
Tutto questo si può tradurre in una scarsa affluenza alle urne. Il clima politico è avvelenato, si sono surriscaldati gli animi. Hanno fatto rumore, un po’ tutti, si legge su Avvenire di domenica scorsa, in prima pagina. «Hanno sottratto – scrive Francesco Riccardi – qualcosa di prezioso: il gusto e il senso della scelta».
In questo lasso di tempo rimasto prima della consultazione possiamo provare a recuperare un minimo di silenzio, per dedicare spazio alla riflessione personale. Davanti abbiamo un tema complesso che riguarda la Costituzione, architrave di principi e di regole della nostra convivenza. Potrebbe stare qui il punto, per dare forma a un voto consapevole, che sia un sì o un no, lasciato alla responsabilità individuale di ogni elettore.
