Cesena
“La santità dei figli? Viene prima la nostra”
La testimonianza di Federico Rossi, manager, padre di cinque figli
Ha 48 anni. La moglie Elena è una pediatra. Il suo racconto, nei giorni della festa del papà (19 marzo). “Restituiamo la sovrabbondanza ricevuta”
L’essere genitori condiviso nella coppia
Federico Rossi ha 48 anni, cinque figli e le idee chiare sul suo ruolo di papà. Manager, vive a Cesena con la moglie Elena, pediatra, impegnata in ambulatorio e a gestire la famiglia, quando il marito – che lavora a Bologna – trascorre tante ore fuori sede. Occupato, ma non assente, sottolinea. «Mi dedico ai figli la sera quando rientro a casa, e nel fine settimana. Ho molto a cuore il rapporto con loro e con mia moglie. Mi piace essere babbo. Desideriamo e condividiamo come coppia l’essere genitori. Mi piace accompagnare i ragazzi a scuola e agli sport, seguire le loro gare nei weekend. Quando ci sono, cerco di essere di aiuto a mia moglie, non mi tiro indietro per le faccende di casa. Da questo punto di vista credo di essere un papà moderno».
“Per noi i ruoli sono chiari”
Ma non un papà “peluche” (cfr pezzo con Alberto Pellai al link qui sotto). «Siamo stati educati in famiglie cattoliche. Facciamo parte del movimento di Comunione e liberazione e subiamo meno l’immagine della “famiglia moderna”. Per noi i ruoli sono chiari: il padre è quello che dà il limite ed essere meno presente a casa fra i due genitori non mi fa sentire quello che deve fare l’amico del figlio, per recuperare le assenze. Mi è chiaro che il padre è quello che dice dei no e, se serve, arriva allo scontro, per il bene dei figli».
“Spendo tanto tempo per fare altro”
Una posizione che parte da un’origine precisa. «Attingo dalla fede. Come ho sentito dire dal pedagogista Franco Nembrini ’non dovete preoccuparvi della santità dei vostri figli. Per preoccuparvi della santità dei vostri figli, dovete preoccuparvi della vostra’. Questo è il motivo per cui spendo del tempo anche per fare altro». Ovvero partecipare attivamente alla fraternità di Cl, «la mia fonte, quella da cui ho bisogno di abbeverarmi per essere testimonianza per i miei figli». Un impegno condiviso con la moglie. Entrambi impegnati con la Fondazione del Sacro Cuore, sono attivi nell’associazione ’La Mongolfiera’, che aiuta famiglie con figli disabili. «È un modo – chiude – per restituire la sovrabbondanza di grazia ricevuta».