Cesena
Quartiere Novello ‘protagonista’ in Consiglio comunale a Cesena. “L’azienda appaltatrice non ha diritto a risarcimenti”
L'assessore all'Urbanistica Cristina Mazzoni: "La ditta Petas, dopo aver interrotto i lavori, aveva continuato a occupare il cantiere senza titolo e senza garantirne custodia e manutenzione"
Si è sbrogliata la matassa sul contezioso giudiziario sull’area dell’ex mercato ortofrutticolo, ieri in Consiglio comunale a Cesena.
Interpellanza di Cesena Siamo Noi
A chiedere lumi su una delle opere urbanistiche più rilevanti in città degli ultimi vent’anni è stato Cesena Siamo Noi con un’interpellanza a cui ha risposto l’assessora all’urbanistica Cristina Mazzoni. In sintesi, tutti i provvedimenti del Tribunale di Roma hanno dato, fino a questo momento, piena ragione a Fabrica Sgr (gestrice del Fondo), al Fondo e ai suoi investitori pubblici. E Petas, l’azienda appaltatrice, non ha diritto a risarcimenti.
Scendendo nel dettaglio della risposta, l’assessora ha ricordato che il Comune di Cesena partecipa al Fondo Novello “con quote sottoscritte del valore nominale di dieci milioni di euro, corrispondenti al conferimento in natura di un lotto di proprietà comunale avente quel valore al momento dell’atto e a oggi il terreno risulta valutato in 4,6 milioni di euro”.
Fabbisogno abitativo e riqualificazione area ex mercato ortofrutticolo
L’opera, nata dalla necessità di rispondere al fabbisogno abitativo attraverso alloggi a prezzo calmierato e riqualificare l’area strategica dell’ex mercato ortofrutticolo, è bloccata da molti anni. “L’interruzione del cantiere del Novello è stata determinata da parte dell’impresa appaltatrice Petas srl, che ha abbandonato il cantiere violando gli impegni contrattuali assunti con la società gestrice del Fondo, Fabrica Sgr, che ha agito sul piano legale – ha detto Mazzoni -. Petas, dopo aver interrotto i lavori, aveva continuato a occupare il cantiere senza titolo e senza garantirne la custodia e la manutenzione. Il Tribunale di Roma ha inoltre accertato che la sospensione unilaterale dei lavori costituiva inadempimento alle obbligazioni sottoscritte da Petas nel verbale del 13 marzo 2024 e che sussistevano quindi tutti i presupposti per la risoluzione del contratto di appalto”.
L’impresa appaltatrice, però, aveva chiesto al Tribunale di Roma di inibire a Fabrica l’escussione delle polizze fideiussorie: istanza che è stata rigettata come pure la successiva impugnazione. Così Fabrica ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Roma un decreto ingiuntivo verso Petas per la cifra di 2.856.559,90 euro al quale avrebbe fatto opposizione Coface, garante di Petas. Si tratta quest’ultimo «dell’unico giudizio ancora pendente», sottolinea Mazzoni.
Accertato lo stato di abbandono del cantiere lasciato da Petas
Anche dalle relazioni degli esperti del tribunale emergono le responsabilità dell’azienda appaltatrice. “Il Ctu, il Consulente tecnico d’ufficio, ha effettuato il sopralluogo presso il cantiere e ha certificato nella relazione lo stato di abbandono del cantiere lasciato da Petas. Evidenziando il conseguente rischio di deterioramento delle opere già realizzate. Danno imputabile esclusivamente all’irresponsabilità dell’appaltatore”, ha affermato ancora Mazzoni. E sul piano economico, il Ctu ha chiarito che “non solo non viene riconosciuto alcun diritto alla restituzione di somme in favore di Petas, ma le richieste di revisione prezzi avanzate per portare a termine l’opera erano assolutamente sovrastimate. In merito agli aumenti delle materie prime, erano già stati ampiamenti riconosciuti in favore di Petas attraverso l’emissione di stati di avanzamento lavori straordinari per revisione”.
Per Fabrica Sgr l’obbligo di procedere al completamento dell’intervento
Anche la presunta richiesta risarcitoria di Petas nei confronti del Fondo per 8,5 milioni non troverebbe traccia nel verbale del Ctu. “Non solo i rischi economici per il Comune appaiono significativamente più contenuti, ma questa Amministrazione ha già orientato le azioni del gestore del Fondo in modo che sia garantita la realizzazione dell’opera di social housing del Quartiere Novello, anche nel peggiore scenario possibile: che il Fondo non possa o non riesca a escutere le garanzie rilasciate da Petas. Fabrica Sgr ha l’obbligo di procedere al completamento dell’intervento attraverso l’individuazione di un nuovo appaltatore. Ciò dovrà avvenire nel giro di qualche mese”, ha concluso l’assessora.
La Lega: “Solo un insieme di ipotesi”
Sulla vicenda è intervenuta la Lega. “Ciò che osserviamo è la perdurante ostinazione con cui la Giunta fa finta di non vedere uno dei disastri progettuali di rigenerazione urbana più eclatanti delle amministrazioni a guida Pd dell’ultimo ventennio e passa. Il recente, nuovo, business plan, da noi bocciato convintamente, è un insieme di ipotesi, praticamente nulla sul piano di urbanizzazione che avrebbe dovuto accompagnare il Novello e nulla sulla questione della staticità della struttura tutta puntellata presente nell’area. Insomma, un rebus”, affermano Enrico Sirotti Gaudenzi, capogruppo in Consiglio comunale, Antonella Celletti, responsabile Enti locali Lega Romagna, e Virna Lega, responsabile della sezione locale.