Cesena
Pascal, i ragazzi del treno del 1975 tornano a scuola con un dono
Donato un oscilloscopio. Il ricordo: "Ritorniamo a casa. Siamo come fratelli"
Cinquant’anni dopo il diploma, i “Ragazzi del treno” tornano tra i banchi del Pascal.
Ritorno con riconoscenza
Gli ex studenti della 5 ED Elettronica, diplomati nel 1975, si sono ritrovati nei giorni scorsi presso l’Istituto tecnico tecnologico Pascal di Cesena per celebrare un legame rimasto intatto da mezzo secolo. Il gruppo, formato da studenti che all’epoca arrivavano da tutta la Romagna affrontando quotidiani sacrifici per inseguire la passione per l’Elettronica, ha voluto segnare la ricorrenza con un gesto concreto: la donazione ai laboratori di Automazione di un moderno oscilloscopio in grado di effettuare speciali misure nell’ambito dei sistemi automatici. Ad accoglierli, venerdì scorso, fanno sapere dall’istituto è stata la classe 2A con il professor Francesco Filomena, responsabile del dipartimento di Elettronica del Pascal, insieme al professor Leonardo Canducci e alle collaboratrici del dirigente Sara Gradara ed Elena Brandolini. I periti del ’75 hanno incontrato gli studenti, dando vita a un vero e proprio scambio generazionale.
Non solo professionisti, ma anche fratelli
“Tornare tra queste mura – ha detto Davide Lucchi, uno degli studenti del 1975, a nome di tutto il gruppo – per noi non è solo un esercizio di memoria, ma un ritorno a casa. Siamo la classe che si è diplomata qui nel 1975. Eravamo i “ragazzi del treno”: ogni mattina partivamo dalle città vicine per convergere qui a Cesena, carichi di sogni e, lo ammettiamo, anche di un pizzico di sana incoscienza”. Fra i ricordi quello del “mitico professor Milandri, per tutti “Spazzolone”, un grande luminare di Elettrotecnica ed Elettronica che ci ha trasmesso la passione e il rigore che ancora oggi ci portiamo dentro”. Da mezzo secolo i “ragazzi del treno” si ritrovano con assiduità: “Siamo la prova – ha commentato Lucchi – che la scuola può creare non solo professionisti, ma anche fratelli. Oggi però il nostro sorriso ha un velo di malinconia. Vogliamo ricordare due amici che hanno condiviso con noi quei viaggi e quei sogni, ma che purtroppo non sono più qui: Paolo e Franco. La loro memoria è parte integrante di questo dono”.